La ricotta | Pier Paolo Pasolini (1963)

Inserito nel collettivo Ro.Go.Pa.G., questo piccolo e fulminante capolavoro di Pier Paolo Pasolini è una strepitosa parabola sull’ingordigia e sulla volgarità della società contemporanea. È probabilmente il suo film più libero, sacrale, lirico, forse addirittura il migliore. Gli abbaglianti colori della messinscena filmica, che si contrappongono al b/n della realtà del set, si ispirano ai pittori manieristi, citati nelle pose plastiche che riprendono i quadri di Rosso Fiorentino e Pontormo, sfogando la formazione artistica maturata sotto il magistero di Roberto Longhi.

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La mdp si muove con una ferocia mostruosa, come la “forza del passato” Orson Welles (con la voce di Giorgio Bassani), nel quale forse Pasolini si identifica (l’intervista di un giornalista cialtrone è la sequenza più memorabile), sia nella visione arcaica e profonda della religiosità che nella rassegnazione verso la borghesia ignorante e l’analfabetismo imperante. Ma la parabola più gustosamente crudele è quella che ha per protagonista la comparsa Stracci, arruolato come buon ladrone, che crepa sulla croce per un’indigestione di ricotta.

LA RICOTTA (Italia-Francia, 1963) di Pier Paolo Pasolini, con Orson Welles, Mario Cipriani, Laura Betti, Edmonda Alfini, Etotre Garofalo, Tomas Milian, Lamberto Maggiorani, Elsa De Giorgi. Drammatico. ****

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