Sogni d’oro | Nanni Moretti (1981)

Alla sua terza opera (dopo il super8 di Io sono un autarchico e l’Ecce bombo del 1978), Nanni Moretti inscena (ma neanche troppo…) la sua prima crisi professionale (ed umana?). Interpreta, infatti, Michele Apicella, un regista che dopo il successo del primo film non riesce a mandare in porto il secondo per svariati motivi.

Risultati immagini per sogni d'oro moretti

Più che altro è un’occasione per conoscere meglio il personaggio Moretti, ed è forse il suo lavoro dove maggiormente Nanni si impadronisce Michele (in fondo in Bianca e La messa è finita si mantiene su territori più “classici” e in Palombella rossa si fa portavoce di un sentimento di malessere diffuso), infarcendolo di ogni sua fisima e caratterizzandolo come se fosse un alter ego sputato dell’autore.

Michele (o Nanni) detesta i dibattiti dove si formulano sempre le medesime domande (tra cui Dario Cantarelli), tutti coloro che vorrebbero lavorare con lui per fare apprendistato (tipo l’insistente Nicola Di Pinto), i giovani di cui non riesce a capirne l’essenza profonda, la madre istericamente petulante (una Piera Degli Esposti invecchiata a dovere), i coetanei persi nelle proprie crisi (è il caso di Alessandro Haber, che scrive e scrive sceneggiature su sceneggiature senza che qualcuno gli permetta di trasformarle in film), la sperimentazione cinematografica.

Ha una relazione turbolenta (con Laura Morante, a due anni da Bianca e che circa vent’anni dopo l’avremmo ritrovata come sua moglie ne La stanza del figlio), cerca di mettere su un film chiamato La mamma di Freud. Il padre della psicanalisi lo ritroviamo in sequenze dissacranti che ne evidenziano la cialtroneria e l’attaccamento morboso alla madre (lo interpreta un Remo Remotti impetuoso) e partecipa ad un dibattito dove ci si aggredisce a parolacce (è condotto da Giampiero Mughini, in quei tempi una delle firme di punta di Lotta continua e anni luce lontano dai salotti di Controcampo e Domenica In).

Risultati immagini per sogni d'oro moretti

Nella sua finta ingenuità è un film molto lesto che gestisce il ritmo con intelligenza. Ha una costruzione ancora frammentaria, e non poche volte la sceneggiatura cade in qualche momento di tediosità ripetitiva. Dopo Ecce bombo, Nanni comincia ad elaborare una propria idea di cinema partendo da se stesso per parlare degli altri (ma il rischio è parlare sempre di se stessi), costruire un ritratto generazionale che ne metta in risalto luci ed ombre (e sarà un fil rouge della sua prima filmografia, quella che si interrompe con La cosa e parzialmente con Il portaborse, dove recita soltanto e si fa dirigere da Daniele Luchetti). Sogni d’oro è un’opera onirica, disomogenea, irriverentemente irrefrenabile. Probabilmente Nanni non è mai stato così insopportabilmente irresistibile come qui.

SOGNI D’ORO (Italia, 1981) di Nanni Moretti, con Nanni Moretti, Piera Degli Esposti, Dario Cantarelli, Nicola Di Pinto, Alessandro Haber, Laura Morante, Gigio Morra, Giampiero Mughini, Remo Remotti, Tatti Sanguineti, Claudio Spadaro. Commedia. ***

Un pensiero riguardo “Sogni d’oro | Nanni Moretti (1981)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...