L’uomo che ama | Recensione

L’UOMO CHE AMA (Italia, 2008) di Maria Sole Tognazzi, con Pierfrancesco Favino, Ksenia Rappoport, Monica Bellucci, Michele Alhaique, Marisa Paredes, Piera Degli Esposti, Arnaldo Ninchi, Glen Blackhall. Mélo. *

Lui ama lei. Lei lo scarica. Lui si dispera. Poi si mette con l’altra. Ma l’altra non può avere figli. Lui rivede lei. L’ama ancora, ma l’odia. Oh sì. Il vero problema de L’uomo che ama è che non ha una storia. Il film procede via senza incappare neanche lontanamente in una trama che sia accostabile a quella di un film. È una di quelle opere che ti fa odiare il cinema cosiddetto concettuale, che vorrebbe ma non può ambire all’introspezione di Bergman, all’incomunicabilità di Antonioni, alla scuola francese dei Téchiné e Desplechin…

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Maria Sole Tognazzi (che vorrebbe richiamarsi anche a Closer di Nichols, ma non c’azzecca manco per niente) riesce a concentrare tutto il peggio della pretenziosità autoriale in un solo film. E fa male vedere Piera Degli Esposti, Arnaldo Ninchi e Marisa Paredes sprecati così, con ruoli che meriterebbero un altro posto e un’altra storia. I pochi pregi stanno nella colonna sonora assolutamente non scontata di Carmen Consoli e nella splendida interpretazione del solito Pierfrancesco Favino. Ma il film è francamente sbagliato.

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