La strada | Federico Fellini (1954)

Fellinismo al cento per cento, paradigma del cinema del maestro di Rimini dopo la superba esercitazione di Lo sceicco bianco e il capolavoro assoluto I vitelloni, entrato nella Leggenda nonostante i suoi difetti, La strada è il tatuaggio che Fellini avrebbe portato addosso tutta la vita, se non fosse stato così intelligente (e bravo) nello sfornare altri film-mito, o saggi di se stesso, come volete (alludo a La dolce vita, ossia la fotografia di un mondo oggi perduto e peggiorato, 8 e ½, l’autoritratto, Amarcord, il passato come terra di nostalgia).

Risultati immagini per la strada film

Quando si pensa a Fellini, tornano alla memoria i personaggi pietosi de La strada, inevitabilmente, tanto potente fu allora questa parabola di sottomissione e repulsione, redenzione e paura. Risultato della coniugazione del sogno col Mito, dell’immaginazione con i brandelli del dopoguerra italiano, è la storia di un rapporto di coppia tormentato perché ambiguo e privo di sentimenti positivi: tanto crudele e volgare è lo Zampanò che si vanta di saper stuccare una catena col petto quanto patetica e tenera è Gelsomina, schiava del compagno di avventura.

Sorta di road movie con riferimenti filosoficamente e popolarmente sospesi tra religiosa moralità e socialismo dal volto umano, è un film dalla parte degli ultimi e dei diversi dal conformismo imperante, connotato come una fiaba, forse nera, popolato di personaggi al limite che potrebbero abitare un carrolliano Paese delle Meraviglie moderno (a parte Zampanò e Gelsomina, ci sono il Matto del dimenticato Richard Basehart, il clown, la puttana, la suora…).

Probabilmente un po’ inflazionato col tempo, resta tra i film più rappresentativi del percorso felliniano, una svolta per il regista, ma soprattutto per sua moglie, la splendida Giulietta Masina, indissolubilmente legata per tutta la vita al sua clownesca e triste eroina, dalla buffa camminata e l’impacciato movimento, con gli occhi immensi e il destino segnato.

Risultati immagini per la strada film

Anche lei sarebbe rimasta ingabbiata nel personaggio, se tre anni dopo non avrebbe colto al volo quell’occasione strepitosa che fu Le notti di Cabiria, un capolavoro. Film evocativo e affascinante, non sempre gradevole (volontariamente), affida l’ultima speranza al mare, in cui perdersi, sfuggire, mutare. Universo a sé stante, in molti hanno tentato di accedervi, ma il tocco d’artista lo possiede solo uno.

LA STRADA (Italia, 1954) di Federico Fellini, con Anthony Quinn, Giulietta Masina, Richard Basehart, Aldo Silvani, Marcella Rovere, Lidia Venturini, Mario Passante. Drammatico. ****

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...