Diverso da chi? | Recensione

Come il calcio, la politica non ha mai funzionato nel cinema italiano. Raramente è riuscita ad inserirsi in una commedia, e paradossalmente due dei risultati più decenti sono lo sfilacciato ma simpatico Gli onorevoli di Sergio Corbucci e la commediaccia scatenata All’onorevole piacciono le donne. Inaspettatamente ecco Diverso da chi?, una commedia all’italiana come raramente capita di vedere oggi, in cui funziona quasi tutto alla perfezione.

La sceneggiatura circolare di Fabio Bonifacci che, nonostante il camuffamento dei nomi dei due partiti al centro della scena (l’Unione democratica è il Partito democratico, il Partito popolare ossia il Popolo della Libertà), non si fa tanti scrupoli a rappresentare vizi e virtù dei due schieramenti senza comunque scadere nel qualunquismo più becero (anzi: è scontatamente un film di centrosinistra, considerando il feroce ritratto che Francesco Pannofino fa del suo sindaco razzista e violento e i maneggioni provinciali della vecchia repubblica interpretati dagli strepitosi Antonio Catania e Giuseppe Cederna), ponendosi il principio dell’osservazione acuta ed arguta e sballando la materia solo nella seconda parte, in cui forse cede un po’ troppo al sentimentalismo (ma ce ne fossero di sceneggiature così lineari senza puzza sotto il naso).

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Al servizio della tematica attuale che riesce a non soffrire di attualismo, gli scattanti tanghi che quasi richiamano a La patata bollente (con cui c’è l’affinità gay e politica) e Piero Piccioni trionfante sui titoli di coda, un cast intonatissimo, con una grande Claudia Gerini “furia centrista” che bagna il naso affettuosamente Monica Vitti e la coppia gay dei bravissimi Filippo Nigro e Luca Argentero.

DIVERSO DA CHI? (Italia, 2009) di Umberto Carteni, con Luca Argentero, Claudia Gerini, Filippo Nigro, Antonio Catania, Giuseppe Cederna, Francesco Pannofino, Rinaldo Rocco, Lucia Mascino. Commedia. ***

Un pensiero riguardo “Diverso da chi? | Recensione

  1. […] La cadenza romana della parlata (che non è un vernacolo ma qualcosa di più, una specie di sottolingua, un umore, uno stato d’essere), il proletariato buono e cortese (ma Pasolini non c’entra, c’entra più la Sora Lella), l’ambientazione romana che implica molte connessioni anche sfiziose (politici di grido, manager rampanti, il Quarticciolo tanto per citare il quartiere al centro della storia) e così via. Ad occhio e croce è rimasta solo la Cattleya, nel campo delle commedie, a cercare location diverse (ma qui c’è tutto un discorso sulle film commission), come la Perugia (e qui c’è anche la Perugina) di Lezioni di cioccolato o la Treviso di Diverso da chi?. […]

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