Blow-Up | Michelangelo Antonioni (1966)

Con l’amichevole complicità di Tonino Guerra, rifacendosi ad un racconto di Julio Cortázar, Michelangelo Antonioni gira un film che, come sua abitudine, ha l’intento di mandare in crisi lo spettatore. Blow-Up è un enigma, un teorema che lo incanala in un tunnel di interrogativi e domande. C’è un fotografo, Thomas, annoiato e scortese nei rapporti umani con coloro che reputa inferiori, che un bel pomeriggio, seguendo una tensione voyeuristica, immortala le scaramucce di due innamorati in un parco. La donna si accorge di lui e pretende il rullino. Perché? È un’amante?

Non lo sappiamo e quasi non ci interessa. Thomas sviluppa le fotografie e, dopo un’attenta e scrupolosa osservazione delle immagini si rende conto che nel luogo dell’incontro v’era un morto nascosto tra i cespugli. Si reca nel parco e trova il cadavere. Lo riferisce ad uno dei suoi pochissimi amici, che non li da retta. Quando torna sul posto dopo qualche ora non trova più il morto. Che fine ha fatto? C’è mai stato un morto lì? La vita è un sogno e niente è come sembra? Tanto vale lanciare una pallina che non esiste.

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Ed è proprio la scena finale, con gli artisti concettuali che mimano una partita di tennis, a dimostrare il trionfo dell’ambiguità, testimoniando il coefficiente di irrealtà insinuatosi irrimediabilmente nella verità. Con questo film per certi versi allucinante e pazzesco, Antonioni sperimenta nuove forme di comunicazione artistica, anche mediante l’uso di musiche per lui apparentemente inusuali ma coerenti con la tensione sonora del suo cinema interiorizzato.

Il tessuto musicale, tra il jazz e il rock, della Swinging London, all’apice della sua consapevolezza beat, piena di contraddizioni e perennemente uggiosa, non dà solo l’aria del tempo, ma ne determina il clima attraverso le vibrazioni erotiche dell’uso diegetico. La splendida fotografia di Carlo Di Palma esalta i cromatismi accesi di un racconto che è soprattutto un’ipnotica alienazione.

BLOW-UP (G.B.-Italia-U.S.A., 1966) di Michelangelo Antonioni, con David Hemmings, Vanessa Redgrave, Sarah Miles, John Castle, Jane Birkin, Veruschka, Peter Bowles. Drammatico. ****

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