Le regole dell’attrazione | Roger Avary (2004)

Acclamato come un capolavoro o una genialata, Le regole dell’attrazione non mi persuade. La materia letteraria che vi sta alla base è uno di quegli equivoci che il tempo non contribuisce a sciogliere. Generazionale finché si vuole, inevitabilmente rappresenta un particolare risvolto degli anni ottanta americani: la gioventù del rassicurante ceto medio votata all’edonismo, che coniuga la voglia (la necessità?) di spingersi oltre il reaganismo più spudorato.

I quattro personaggi principali mantengono sì le loro differenze (Sean è un fatuo erotomane che si dà allo spaccio; Laureen è una sognatrice disillusa, figlia del democratismo battuto dal corso degli eventi; Victor uno che cerca sempre lo scontro con sé stesso in un altrove indefinibile; Paul è lo stereotipo del gay anniottanta), ma incarnano l’impatto della presidenza Reagan su una generazione superficialmente superficiale.

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Attraverso il loro vissuto, si entra in una realtà che ripensa quel che di peggio c’è nel decennio filtrato dalla prospettiva giovanile abbandonata a se stessa: non c’è impegno politico, non c’è interesse nella società, non c’è fiducia nella scuola (fatta da insegnanti che non cercano altro che il pompino dall’alunna più disposta).

Lo stile di Roger Avary è molto interessante nel tentativo estremo di sconfessare la verità con una forte padronanza dei propri strumenti visionari applicati al reale; ma è anche discontinuo, con non rari momenti di tedio, posta sul virtuosismo dell’immagine (specie nel prologo) e l’effettismo fine a sé stesso: una storia sporca raccontata con perizia, pulizia, forse fin troppa.

I ragazzi sono bravi, peccato che la sceneggiatura si serva di luoghi comuni (e spesso si ha l’impressione di essere solo nella versione più disperata e cattiva di un college movie) e stereotipi inflazionati: l’affresco generazionale ha una sintesi malriuscita tra ragione e sentimento e si perde, qua e là, in un’irrisolta condizione di stasi. Apparizione spettrale di Faye Dunaway, ma il colpo al cuore è Shannyn Sossamon.

LE REGOLE DELL’ATTRAZIONE (THE RULES OF ATTRACTION, U.S.A.-Germania, 2002) di Roger Avary, con James Van Der Beek, shannyn Sossamon, Kip Pardue, Ian Somerhalder, Jessica Biel, Clifton Collins Jr., Thomas Ian Nicholas, Kate Bosworth, Faye Dunaway. Drammatico. **

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