Frankenstein Junior | Mel Brooks (1974)

Giunto nella tetra Transilvania per prendere possesso dell’eredità lasciatagli dal celebre nonno Frankenstein, il nipote Frederick, brillante chirurgo, assistito dal grottesco Igor e dalla dolce Inga, nonché dalla mefistofelica governante Frau Blücher, si mette in testa di realizzare gli studi sulla rianimazione di un corpo morto avviati dal parente. Ne verrà fuori un mostro con un cervello di bambino, al quale è pero destinato un futuro lieto.

Non liquidabile come semplice parodia, il film scritto e diretto da Mel Brooks è un capolavoro di spasso gotico e lugubre, volutamente sopra le righe e macchinoso nel disegno dei bizzarri personaggi e nella ricostruzione dei luoghi e delle atmosfere adatte per l’occasione.

Con gusto celebrativo, Brooks (che si è visto aiutato in sede di sceneggiatura da Gene Wilder, anche grande protagonista) cita con raffinata spudoratezza elementi topici dei racconti inquietanti dei tempi che furono (la governante non può che far riecheggiare la figura della signora Danvers di Rebecca la prima moglie, di cui si estremizzano ai massimi livelli farseschi; la fidanzata di Frederick ha una capigliatura che farebbe invidia a La moglie di Frankenstein; il laboratorio segreto si rifà alla stessa saga del dottore sperimentatore…), ma anche un affettuoso sberleffo al cinema più d’autore che c’è (il memorabile Igor di Marty Feeldman non può non ricordare la morte de Il settimo sigillo di Ingmar Bergman, certamente immerso in situazioni più esilaranti) dando vita ad una burla comica memorabile e nobilmente fuori tempo (notasi l’uso del b/n, così anacronisticamente azzeccato).

E poi ci sono dialoghi, battute e momenti entrati di diritto nella storia. Da dove cominciare? «Lupu ululà e castello ululì!» di Igor; i nitriti dei cavalli al solo pronunciare del nome di Frau Blücher (una indimenticabile Cloris Leachman); la rivelazione scioccante della stessa governante: «sì, il dottor Frankenstein era il mio amichetto!»; l’amplesso tra il mostro e la fidanzata di Frederick (una spassosa Madeline Kahn) straripante nell’aria »Sempre libera!…»; l’incontro del mostro con l’eremita cieco. Insomma, una miniera di idee, invenzioni, comiche.

FRANKENSTEIN JUNIOR (YOUNG FRANKENSTEIN, U.S.A., 1974) di Mel Brooks, con Gene Wilder, Peter Boyle, Marty Feldman, Cloris Leachman, Teri Garr, Kenneth Mars, Madeline Kahn, Richard Haydn, Gene Hackman. Comico. *****

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