In nome del popolo italiano | Dino Risi (1971)

Si può etichettare In nome del popolo italiano come un film sconvolgente? Si può. È tale non tanto per quel che dice, ma per quel che è oggi. Post tangentopolisti quali siamo (o non ancora?) o quali dovremmo essere, fate voi, non possiamo non individuare in questo spietato affresco grottesco sul vizio preferito dagli italiani (fregare, sempre e comunque) più di un rimando alla nostra vita quotidiana. Era il 1972, eppure sembra ieri (per quanto è oggi).

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È un film sconvolgente (è un’iperbole, certo) soprattutto per come mette in cattiva luce entrambi le posizioni. Se la parte rappresentata da Lorenzo Santenocito è ovviamente quella più platealmente schifosa, l’arroganza meschina e fascistoide del riuscire in ogni situazione a cascare in piedi, lo schieramento avversario capitanato dal giudice Bonifazi non ci esce certo senza ferite: pur di condannare un delinquente, che tuttavia non ha commesso il reato per il quale è stato incriminato in ultima istanza, Bonifazi fa scomparire la prova assolutoria.

Infatti, la domanda lancinante che attraversa questa amarissima commedia sociale è semplice: possiamo accusare un criminale di un qualcosa che non ha commesso solo per farli scontare tutto il resto? Un film durissimo che non lascia speranze: sotto la scorza brillante e satirica, Risi e i suoi magnifici sceneggiatori Age e Scarpelli costruiscono un inquietante ritratto sull’opportunismo interpretato sia dall’ala giustizialista che da quella deliberatamente delinquenziale.

E non mancano stoccate all’arretratezza infrastrutturale di un Paese ancora in mano all’insipienza. Dopotutto, dice quella lingua sapida di Risi, se il Paese è in mano a personaggi come Santenocito (ma anche Bonifazi) è difficile pretendere la normalità. Siamo una società malata dominata dal trasformismo e dal funambolismo. Ce ne meritiamo cento di Tangentopoli. Profetico, peccato non sia stato seminale.

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Tognazzi, nel ruolo amarissimo dell’inflessibile magistrato, si lascia tentare dalla corruzione personale da parte di se stesso; Gassman grintoso e volgare, rozzo e meschino, laido e profetico, trasformista e pluriforme (la folla festante è da antologia).

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO (Italia, 1971) di Dino Risi, con Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Ely Galleani, Yvonne Furneaux, Pietro Tordi, Simonetta Stefanelli. Commedia. ****

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