Retrò | A prima vista (1999)

Val Kilmer (che si impegna come non mai) non ci vede, e in fondo sta bene così, perché uno dopo un po’ ci si abitua alla mancanza. Dato che ogni vizio nasce da una mancanza, decide quasi per vizio di riacquistare la vista perduta, grazie all’intervento dell’architetto ambientalista Mira Sorvino. Certo, la strada è tortuosa, ma alla fine riuscirà a vedere, in qualche modo, l’amore.

Prolissa favola moderna con innesti melodrammaticamente crudelucci (il fallimento dell’operazione è seccante), A prima vista (titolo sciocchino) è uno di quegli innocui film da pomeriggio piovoso girato alla fine del secolo con gli intenti di realizzare un prodotto ruffiano ed ammiccante agli anni d’oro della vecchia Hollywood.

La spia che ben lo fa capire sta nel pudore nel rappresentare le scene di sesso, un po’ come Douglas Sirk che spostava la cinepresa sul fuoco del camino. Il film è solo carino, senza una vera identità, fluisce via senza porsi troppe domande in un clima abbastanza didascalico e non riesce nell’obiettivo vero e proprio: diventare un classico del cinema sentimentale degli anni novanta.

A PRIMA VISTA (AT FIRST SIGHT, U.S.A., 1999) di Irvin Winkler, con Val Kilmer, Mira Sorvino, Kelly McGills, Drena De Niro, Steven Weber, Bruce Davison, Nathan Lane. Mélo. * ½

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