The Fighter | Recensione

THE FIGHTER (U.S.A., 2010) di David O. Russell, con Mark Wahlberg, Christian Bale, Amy Adams, Melissa Leo, Jack McGee. Biografico sportivo drammatico. *** ½

Probabilmente sta diventando un’ossessione. Specialmente in America. Rappresentare la famiglia come coacervo di repressioni e gloria, frustrazioni ed amori. Sì, si dirà, è materia che va avanti da tempo immemore, e chi può negarlo. Ma è indubbio che, negli ultimi anni, il concetto di famiglia sia ritornato ad essere, se non centrale, almeno urgente nelle esigenze di quel tipo di cinema, chiamiamolo così, moderato, tra il mainstream e l’autoriale.

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A conti fatti, l’urgenza principale di un film tutto sommato normale (in un certo senso un perfetto classico) come The Fighter sta proprio nel suo raccontare una famiglia che è anche una setta di provincia, un’agenzia che non colloca ma disloca, un branco di lupi feriti (nel corpo delle donne della famiglia, o sgarbate o brutte; nelle lesioni palesi dell’eroe di famiglia) che si raduna attorno al più malato, che paradossalmente risulta essere il più forte.

Non so quale sia il confine tra reale e romanzato in questa storia vera di ordinario sogno americano, ma so che più della volgare e manipolatrice mammina cara Melissa Leo (Oscar come non protagonista), inquietante macchinatrice delle vite dei figli, ad emergere come vero e proprio leader dell’anomala e matronale famiglia allargata è Dick, colui che riuscì a battere (ma lo batté davvero?) un campione del pugilato, che si fa di crack, è un disastro di uomo ma riesce comunque ad essere sempre e comunque difeso dalla famiglia, in un’ottica quasi mafiosa.

È un ruolo da manuale con cui il mostruoso Christian Bale si è guadagnato il suo primo Oscar, adombrando, come fa il suo Dick su impulso della madre e delle sette sorelle (o sorellastre) con il fratellino Micky, fin troppo normale in un contesto così disperatamente borderline. Seguito e stimolato dal padre (è curioso come le logiche classiche – madre affettuosa, dolce e comprensiva contro padre rigoroso, severo e violento – si siano totalmente ribaltate), nonché dall’amore per Charlene (ovviamente, direi), il ragazzo (che poi ragazzo neanche tanto, visto che i trent’anni sono suonati) diventa Qualcuno.

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Nonostante la famiglia, che, in un conciliante e comprensivo finale, trionfa allegramente in un volemose bene che unisce tutti indistintamente. La lacrimuccia, quando Dick scuote Micky portandolo alla vittoria, può pure scendere tranquilla. E capisci, una volta per tutte, che le famiglie felici, qualunque passato abbiano, si assomigliano tutte. The Fighter è un film sulla decomposizione di qualcosa che trova il coraggio di essere un’altra cosa.

 

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