Carnage | Recensione

CARNAGE (Francia-Germania-Polonia-Spagna, 2011) di Roman Polanski, con Jodie Foster, Kate Winslet, John C. Reilly, Christoph Waltz. Grottesco. *****

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Potrà essere teatro in scatola, esercizio di stile o kammerspiel borghese, come volete. Potrà (non) essere quel che si vuole, ma credete a tutti quelli che accreditano Carnage come un capolavoro. Un grandissimo film costruito in un’unità di tempo e di luogo piccolissime (è raro, di questi tempi, trovare una pellicola che dura la bellezza di settantanove minuti filati come una lama nel ghiaccio) che lascia stupefatto non tanto per il cosa ma per il come.

Polanski non è l’ultimo arrivato e non è di certo una sorpresa, ma non si può non sgranare gli occhi di fronte all’immagine di Jodie Foster riflessa in uno specchio che ascolta irrequieta le critiche del marito John C. Reilly un minuto prima della tempesta o alla camera a mano che barcolla assieme ai personaggi divorati dallo Scotch nell’ultima parte, o ai lampi di genio di Christoph Waltz che alza il dito per chiedere un bicchiere mentre sta al telefono o al vomito di Kate Winslet sugli introvabili libri d’arte della Foster.

All’origine c’è una pièce teatrale di Yasmine Reza, adattata per lo schermo dalla stessa autrice con il regista, in cui due coppie borghesi si incontrano per trovare una soluzione ad una lite violenta tra i rispettivi pargoli.

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Carnage è soprattutto tre cose: è un’allegoria sarcastica ed acidissima sul degrado della società occidentale incapace perfino di essere ipocrita fino in fondo, che non risparmia né i radical chic (Reilly viene costretto dalla moglie a vestirsi come un intellettuale progressista quando in realtà ha un animo orgogliosamente miserabile e ha John Wayne e Ivanoh come propri miti; quando Winslet vomita sui libri, Foster pensa innanzitutto ad asciugarli e se ne frega della salute della donna) né gli squali neoconservatori (Waltz che passa la sua vita al telefono e si danna l’anima nel momento in cui la moglie glielo butta nel vaso coi tulipani; Winslet che scatena il proprio stress accumulato per troppo perfettinismo); è uno scontro tra due visioni di mondo (da una parte il buonismo, dall’altro il cinismo) che si fondono, si mischiano e giocano a rincorrersi per poi rivelarsi simili e insospettabili (e si ritorna sul discorso dell’ipocrisia); ed è un fantastico film d’attori come non lo si vedeva da anni.

Claustrofobico e devastante, alcolico ed elegantissimo, rabbioso ed imprevedibile, Carnage vola altissimo grazie soprattutto alle prove di Jodie Foster (come un ghiaccio che si scioglie nello Scotch), Kate Winslet (distruttiva), John C. Relly (inaspettato) e Christoph Waltz (stratosferico come pochi al mondo). Una piacevole serenità.

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