Il cielo è vostro | Jean Grémillon (1944)

Tra i più alti risultati dell’opera di questo autore dimenticato, la cui attività cinematografica, già osteggiata all’epoca, non viene celebrata a dovere nemmeno in tempo di rivalutazione selvagge c’è un delizioso e toccante apologo ispirato alla storia vera di Andrée Duperoyn, che batté il primato femminile di volo in linea retta.

Trasferitasi dalle campagne in città per sbarcare il lunario, la famiglia di Pierre e Therese apre un’officina; quando gli affari cominciano ad andare bene, i due signori si lasciano suggestionare dal fascino dell’aviazione e, dopo un’iniziale titubanza, lei decide di gettare il cuore oltre l’ostacolo.

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Come molti film di Jean Grémillon, anche Il cielo è vostro (titolo che vuole anche alludere al proposito di riconquistare una parte di mondo, il cielo, immolata ad essere scenario di pericoli costanti ed impellenti, specialmente in periodo bellico) è un melodramma mai eccessivo che fa della sobrietà la propria cifra stilistica, abitato da personaggi umili e semplici incarnanti il bene in un’ottica quasi populista, ed attraversato dal pericolo del male incombente (che in questo caso ha il fascino dell’aviazione, che corrompe affettuosamente, ma neanche troppo, una coppia di onesti lavoratori).

È sicuramente un film leggero e popolare, ma né sciocco né superficiale, con un finale che esprime bene cosa potesse significare un aeroplano agli occhi della povera gente (un veicolo della morte o almeno l’espressione di una minaccia troppo grande da poter essere combattuta), una struttura lineare e un messaggio efficace. Charles Vanel e Madeleine Renaud (già presente nel precedente film di Grémillon, il bellissimo Lumière d’été, straordinario prodotto della collaborazione con Jacques Prevert) ne sono grandi protagonisti.

IL CIELO È VOSTRO (LE CIEL EST A VOUS, Francia, 1944) di Jean Grémillon, con Madeleine Renaud, Charles Vanel, Jean Debucourt, Léonce Corne, Albert Rémy. Drammatico. ****

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