Dallas Buyers Club | Recensione

DALLAS BUYERS CLUB (U.S.A., 2013) di Jean-Marc Vallée, con Matthew McConaughey, Jennifer Garner, Jared Leto, Steve Zahn, Kevin Rankin, Dallas Roberts. Biografico drammatico. ***

Era il 1985 quando Rock Hudson rivelò al mondo di aver contratto l’HIV. Fu uno shock e la psicosi del contagio invase l’intera nazione. In più, uno dei simboli del machismo hollywoodiano rendeva definitivamente pubblica la propria omosessualità. Il binomio virus-gay è ancora duro a morire nonostante i progressi (pensiamo al fondamentale Philadelphia) e Dallas Buyers Club, partendo da una storia vera, riparte da qui.

E sceglie come protagonista della parabola uno dei più avvenenti sex symbol d’oggi: cioè Matthew McConaughey, che si cala in una performance mimetica ed immersiva per incarnare Ron Woodroof, un eterosessuale ammalatosi dopo un rapporto con una tossicomane. Da questo punto di vista, il film è perfino didattico perché, rivolgendosi ad una platea mainstream, procede con semplicità in un territorio nel quale regna l’ignoranza del tipo umano che McConaughey rappresenta almeno fino ad un certo momento della storia.

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Con un’operazione del tutto inserita in questo spettacolo d’autore fondato su un chiaro programma formativo, il baricentro si sposta dalla malattia alla cura. Più del calvario sanitario del protagonista, a contare è l’opposizione alla grande industria farmaceutica. Così McConaughey da corpo del dolore diventa eroe della liberazione, un bravo americano che fa di necessità virtù in nome di un improvviso e salvifico idealismo.

Ovvio che il film sia pieno di effetti enfatici e che la prova d’attore abbia una travolgente componente di overacting addirittura irritante (ma McConaughey, dalla grande interpretazione di Killer Joe, ha bisogno di dimostrare un talento finora oscurato dalla bellezza ed appannaggio di ruoli poco memorabili; discorso analogo per Jared Leto, più occasionale sullo schermo ma consapevole della portata iconica di un ruolo del genere), però vuole essere una cavalcata commovente e commossa che omaggia figure nascoste nella storia recente.

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