12° Biografilm Festival | Recensione: Il filo dell’acqua

IL FILO DELL’ACQUA (Italia, 2016) di Rossana Cingolani, con Chiara Vigo. Documentario. **

Chiara Vigo è l’ultimo maestro del bisso, una particolare fibra la cui lavorazione è un insegnamento tramandato di generazione in generazione con tutto un apparato mistico fatto di giuramenti dell’acqua, omaggi alla terra, celebrazioni degli antenati.

Totalmente contraria alla mercificazione di questa conoscenza, commendatore della Repubblica, è l’unica al mondo capace di connettere l’azione allo spirito nel trattamento della materia e si spende nell’educazione col suo museo gratuito e seminari in giro per l’Italia. Come molti altri lavori su figure particolari se non uniche, Il filo dell’acqua vale soprattutto come documento a futura memoria di un mondo in pericolo di disgregazione.

Rossana Cingolani modula il film alternando bellissime cartoline dell’isola di Sant’Antioco, canti in lingua sarda, stralci della vita pubblica e immagini dei riti della Vigo a interventi della protagonista un po’ sermoneggianti.

Pericolosamente vicino al ritratto di una simil santona, con qualche contraddizione legata, forse, alla mia incapacità di allacciarmi alla spiritualità del personaggio, è interessante per la dimensione professionale del personaggio (consulente del Vaticano per l’analisi del volto santo di Manoppello, realizzatrice degli stendardi di alcuni comuni, educatrice di bambini che scoprono la bellezza di lavorare un materiale unico).

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