12° Biografilm Festival | Recensione: Porno & libertà

PORNO & LIBERTÀ (Italia, 2016) di Carmine Amoroso, con Riccardo Schicchi, Lasse Braun, Ilona Staller, Giuliana Gamba, Giampiero Mughini, Lidia Ravera, Marco Pannella, Helena Velana, Achille Bonito Oliva, Vincenzo Sparagna. Documentario. ***

La pornografia come via per uscire dall’oscurantismo, dall’ipocrisia, dal bigottismo. L’eccesso della visione e dell’esperienza per andare oltre i limiti imposti da una società votata all’occultamento del vizio in nome delle pubbliche virtù. Porno & libertà è la storia di un’emancipazione nazionale che riguarda tanto le riviste con le donne nude vendute nelle edicole di provincia e subito poste sotto sequestro quanto i grandi raduni peace&love di Parco Lambro.

Il piccolo episodio della gente comune che, per la prima volta, si sente legittimato dal mercato a godere delle vergogne in libertà e il grande momento collettivo in cui si circola senza mutande e si ragiona su sesso e amore.

C’è stato già un documentario sul tema, dal taglio più didattico, nell’ambito di un ciclo sulla “storia segreta degli anni settanta e ottanta”. E negli ultimi tempi abbiamo visto molti lavori sul movimento omosessuale così come su alcuni divi del cinema porno.

Tuttavia, il film di Carmine Amoroso riesce a compendiare in poco meno di un’ora e mezza il mood di una nazione che scopre la possibilità di non sentirsi in difetto di fronte a ciò che una certa forma mentis reputa(va) depravante e indegno.

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Ha il suo punto di forza nelle interviste finalmente diverse e che in alcuni casi assumono un valore di testimonianza davvero importante in seguito alle scomparse di Lasse Braun, personaggio avventuroso e pioniere dell’industria pornografica italiana, e Riccardo Schicchi, di cui in qualche modo assistiamo all’addio al mondo terreno in un pedinamento simbolicamente nei sotterranei di un club per adulti, nonché un intervento storiografico di un Marco Pannella stranamente sintetico.

Ma anche Giuliana Gamba che ammette pubblicamente per la prima volta di aver diretto film hard, Giampiero Mughini e la decadenza del porno contemporaneo, Lidia Ravera che contestualizza Porci con le ali come risposta femminista alla rivoluzione pornografica, Vincenzo Sparagna e le strepitose iniziative di Frigidaire dal Pazienza più erotico a Achille Bonito Oliva nudo, la punk Helena Velena che ricorda i cineforum dei film di Cicciolina.

E sì, c’è anche lei, la figura più politica della pornografia, che compare alla fine dopo essere stata evocata più volte a ricordarci cosa sia la gioia di un turbamento.

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