Il mondo nuovo | Ettore Scola (1982)

Ettore Scola, oltre ad essere stato uno dei grandi cineasti del nostro Paese, fu osannato dai francesi, che hanno sempre accolto i suoi film con entusiasmo. La nuit di Varennes, in qualche modo, è l’apoteosi nonché la conferma del suo rapporto privilegiato con la Francia, perché pone al centro della scena una vicenda fondamentale della storia d’oltralpe.

Come La terrazza, è la storia di un gruppo, questa volta itinerante, colto nel momento della fuga dal mondo vecchio in disfacimento a causa dell’avanzata del mondo nuovo a cui allude il titolo italiano.

E, come nel film del 1980 (capolavoro complesso e difficile che decreta la fine di molte cose: della commedia all’italiana, del radicalismo chic, di un certa generazione auto compiaciuta che ha fallito in quanto fuori dal mondo reale), è la storia di un gruppo in decadenza, senza una reale ragione d’essere se non l’attaccamento a discutibili miti, usanze, costumi e consuetudini, convinto di poter continuare a vivere.

In qualche modo, quello che intraprendono questi nobili è un viaggio della speranza ma allo stesso tempo della disillusione, in cui hanno modo di capire che c’è anche un altro mondo, lontano dai cliché usurati e dalle ipocrisie conclamate della vita di corte e dei grandi palazzi parigini.

I vari Hanna Schygulla e Daniel Gélin, Andréa Ferréol e Laura Betti e compagnia sono indubbiamente dei personaggi decadenti, condannati sin dal principio ad una sconfitta della Storia, e, a parte Jean-Louis Barrault nel ruolo più idealizzato del film, è solo il Casanova di un disincantato Marcello Mastroianni ad essere consapevole della fine.

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Lo sguardo di Scola, curioso ed analitico com’è (così come lo era quello di Sergio Amidei, all’ultimo script della sua splendida carriera), è affascinato ma anche distaccato e si scatena sommessamente nel momento in cui entra in scena il popolo (ma in realtà è la borghesia), il mondo nuovo, con un finale a suo modo drammatico in cui emergono la rabbia degli umili (la Rivoluzione Francese, certo, il giacobinismo, la sinistra), il potere di chi sa e conosce (i germi dell’illuminismo), la devozione ossessiva di chi non rinuncia ad un ideale (i realisti più realisti del re) e un tono crepuscolare e violento.

È un film con tanta roba fisica e concreta (luoghi esaltati dalla luce naturale, costumi filologici, cura nei dettagli) ad alto costo che coniuga necessità autoriali e fasto produttivo (c’è la Gaumont dietro), e probabilmente un godurioso e nobile sfizio con cui il sor Ettore rivisita e ritorna su certi suoi temi cari. Scola è forse uno dei pochi cineasti davvero europei.

IL MONDO NUOVO (LA NUIT DE VARENNES, Francia-Italia, 1982) di Ettore Scola, con Marcello Mastroianni, Jean-Louis Barrault, Hanna Schygulla, Harvey Keitel, Andréa Ferréol, Daniel Gélin, Laura Betti, Jean-Louis Trintignant, Michel Piccoli. Storico drammatico. ****

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