13° Biografilm Festival | Recensione: All These Sleepless Nights

ALL THESE SLEEPLESS NIGHTS (WSZYSTKIE NIEPRZESPANE NOCE, Polonia, 2015) di Michal Marczak, con Krzysztof Baginski, Michal Huszcza, Eva Lebeuf. Documentario. ***

Non si sa fino a che punto sia giusto classificarlo come un documentario, All These Sleepless Nights. Lo è negli intenti, perché Michal Marczak riprende letteralmente le vite dei suoi protagonisti, ne coglie il quotidiano riuscendo a trasmettere il perturbante delle esistenze, l’autenticità dei dolori, l’aderenza antropologica al tessuto urbanistico. Ma l’evidenza di una forte struttura romanzesca lo rende soprattutto un’ipotesi di verità.

Il tempo del racconto è l’estate dei vent’anni di due studenti di arte, che rimbalzano da una festa all’altra per mettere alla prova l’istinto di sopravvivenza dei propri corpi, sottoposti agli eccessi di una giovinezza al di là del bene e del male. Nello scandagliare il disordine emotivo provocato dagli amori finiti o dall’incapacità di amare, Marczak individua in questa stagione il tornante verso l’età adulta, intuendo che la fuga verso la droga o l’alcol sia referente di un’alienazione generazionale quanto profondamente legata ai vissuti dei due protagonisti.

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Niente di nuovo, si dirà. Ed è vero, se non fosse per una forma acquatica ed immersiva, dove la macchina da presa ondeggia quasi seguendo la fluttuante consapevolezza allucinatoria dei personaggi, suggerendo che la potenza vada riconosciuta più nell’unicum-monstrum di una narrazione magmatica ed elettronica che nei pur emblematici spazi specifici, note di una melodia che ha senso nella sua interezza.

A suo agio nelle albe che annunciano giorni uguali a se stessi in una vita che si pretende nuova rispetto a quanto prima consumato, così come nei vasti e vuoti appartamenti di una borghesia incapace di ripensare il proprio ruolo sociale se non nei termini di un egotismo sublimato nel caos, Marczak si emancipa da qualunque etichetta, rischiando grosso ma impressionando anche laddove la sua formula sembra esporsi con tutta la programmatica progettualità del caso.

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