Recensione: Il crimine non va in pensione

IL CRIMINE NON VA IN PENSIONE (Italia, 2017) di Fabio Fulco, con Stefania Sandrelli, Fabio Fulco, Gianfranco D’Angelo, Ivano Marescotti, Giacomo Piperno, Orso Maria Guerrini, Maurizio Mattioli, Silvana Bosi, Gisella Sofia, Rosaria D’Urso, Alberto Di Stasio, Salvatore Misticone, Franco Nero. Commedia. * ½

Quando Edda finisce in ospedale per un malore, gli amici del centro anziani scoprono che la donna ha perso al Bingo i soldi ottenuti con la vendita della fede nuziale, nella speranza di vincere una somma maggiore per poter aiutare la figlia in gravi difficoltà economiche. Gli arzilli signori decidono così, un po’ per giustizia sociale e per noia mista ad affetto, di rapinare la sala Bingo, aiutati, tra gli altri, dal giovane inserviente e da un carrozziere già scassinatore.

Bizzarro debutto dietro la macchina da presa per Fabio Fulco, attore soprattutto televisivo la cui principale esperienza cinematografica è Vita Smeralda di Jerry Calà e che qui si misura con un filone (il film su e con personaggi non più giovanissimi) che in altre cinematografie non solo sta riscuotendo un solido successo ma rappresenta un’occasione per interpreti veterani un po’ trascurati. Si tratta di una tendenza di cui il cinema italiano avrebbe un disperato bisogno per offrire ruoli non banali alle sue glorie del passato e soprattutto raccontare una nazione sempre più anziana.

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È interessante, quindi, che Fulco scelga di dedicare la sua opera prima a questo mondo, benché dentro uno spazio – il centro anziani – fin troppo scontato e già presente in Ribelli per caso e in qualche modo anche in Cocoon, archetipo del genere. Dove purtroppo non si dimostra all’altezza è proprio come regista, specie sfilacciando il ritmo quando incrocia la pacata e fragile commedia geriatrica con facili strizzate d’occhio al montaggio concitato alla Smetto quando voglio (che già di per sé citava).

In più è quantomeno inadatto nella direzione degli attori: oltre ad essere lui stesso bisognoso di una guida che gli eviti gigionismi, sono i suoi attori a capire di doversi salvare col mestiere, procedendo ognuno per i fatti propri consci di non avere le indicazioni migliori. E tra chi va di macchiettismo spudorato (Giacomo Piperno, Orso Maria Guerrini, Gisella Sofio all’ultimo film) e chi col pilota automatico (Stefania Sandrelli ed Ivano Marescotti su tutti), emerge l’autenticità popolare di Maurizio Mattioli. Perfino il cammeo di Franco Nero è didascalico.

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