13° Biografilm Festival | Recensione: Nobili bugie

NOBILI BUGIE (Italia, 2017) di Antonio Pisu, con Claudia Cardinale, Raffaele Pisu, Ivano Marescotti, Giancarlo Giannini, Tiziana Foschi, Nini Salerno, Paolo Rossi. Commedia. **

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Mentre imperversa la seconda guerra mondiale, gli anziani duchi Martellini, genitori di un cinquantenne svanito, vivono la propria decadenza economica sui colli bolognesi, circondati da una piccola e bizzarra servitù, rispettando poche regole: mai lavorare, mai parlare di soldi a tavola, mai pagare. Quando una famiglia di ebrei chiede loro rifugio in cambio de lingotti d’oro, i nobili corrono ben volentieri il rischio di essere scoperti pur di riassaporare i fasti del glorioso passato. Ma – è il caso di dirlo – non è tutto oro ciò che luccica.

Prodotto indipendente, nato da un’idea di Raffaele Pisu, qui protagonista particolarmente vivace nei suoi gagliardissimi novant’anni, Nobili bugie, debutto di Antonio Pisu, ha un lungo incipit introduttivo sui personaggi abbastanza discutibile, fin troppo letterario per forma e contenuti sia per l’invadenza della voce narrante che per l’inadeguatezza della messinscena.

Di questa sfilata di figure bizzarre o grottesche, sospese tra fumetto umoristico e romanzo d’appendice, Pisu sa cogliere solo la superficie dell’ironia: laddove funziona, è per merito della professionalità degli attori più consumati; al contrario, la cattiva direzione sopra le righe di molti comprimari non sembra corrispondere alle ambizioni del film.

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L’inizio finisce per condizionare l’intera storia, sospesa tra la dimensione comica del bozzetto familiare e le suggestioni nere date dall’ambiguità, subito intuibile, degli ospiti accolti nella villa, prima disadorna e poi rinverdita grazie agli aurei affitti. Pisu non equilibra le due componenti, probabilmente non sa quale strada percorrere e preferisce buttarla in caciara proponendo un’irrisolta e confusa commedia (nera) dalla sceneggiatura fragile, piena di dialoghi anacronistici (esisteva il termine “sfigato” nel ’44?) e zeppa di musica ingombrante e fastidiosa.

Ed è un peccato che il suo sguardo non abbia sempre la stessa misura raggiunta nel momento dello scontro tra fascisti e partigiani: c’è tutto un mondo nascosto in quei nobili sullo sfondo, muti ed incollati alla poltrona. Eppure a proposito di questo ceto nel suo crepuscolo sociale e culturale sarebbe stato interessante raccogliere l’estensione patetica pur non rinunciando al comico, seguendo la recitazione limpida e consapevole di Claudia Cardinale.

Con le apparizioni amichevoli di Gianni Morandi, Franco Colomba e Roberta Capua e l’onnipresente product placement di Ebano, è un film fin troppo bolognacentrico, forse di difficile fruizione altrove. Ma Pisu è esordiente, si schiarirà le idee e crescerà con saggezza.

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