Fantozzi | Luciano Salce (1975)

Roma, da un cesso dov’è stato murato per diciotto giorni, esce Fantozzi ragionier Ugo, sfigato e sventurato travet sposato alla dolce ma modesta Pina, padre della babbuina Mariangela e collega del petulante ed intraprendente geometra Filini e della signorina Silvani, suo sogno erotico, compagna dell’arrogante e gradasso geometra Calboni.

Disavventure a non finire: un tristissimo cenone di Capodanno con l’orchestra del maestro Canello; un appuntamento tutt’altro che romantico al ristorante cinese con la Silvani; una tragicomica partita di pallone scapoli contro ammogliati con annessa apparizione di San Pietro; una mattutina e rocambolesca partita a tennis con Filini; una sciagurata gita in montagna con Silvani e Calboni; l’interessamento per la politica estremista, che lo porterà all’incontro con il supermegadirettore galattico.

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Dal romanzo di Paolo Villaggio, il primo capitolo di una delle serie più redditizie ed esilaranti del cinema italiano. A differenza di molti film comici contemporanei, Fantozzi può vantare due punti a proprio favore: la regia affidata alla mano sicura dell’abile e scafato Luciano Salce, che conosce i tempi comici e sa dare il ritmo alla commedia; e la sceneggiatura incalzante e piena, densa d’una comicità surreale, sociale e tragica.

Non tocca a me dire che Fantozzi è uno dei personaggi più importanti della storia culturale italiana: però val la pena sottolineare come denunci umoristicamente, senza cadere nella farsa, la situazione dell’impiegato medio italiano, con relative angosce ed aspirazioni, in una società priva di solidarietà, comunicazione e compassione.

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A parte Paolo Villaggio, indimenticabile in questo ritratto capitale nel quale sarebbe rimasto incastrato per sempre, mi piace ricordare il fondamentale sistema dei comprimari: su tutti il memorabile Filini di Gigi Reder, ma anche la strepitosa Anna Mazzamuro come Silvani e la Pina dell’ottima Liù Bosisio meritano un sacco di elogi per aver rappresentato i caratteri con un equilibrio di buffoneria fumettistica e aderenza umana. Assieme al suo sequel, che gli è forse superiore, è naturalmente il migliore di una serie di film spesso scialbi e ripetitivi.

FANTOZZI (Italia, 1975) di Luciano Salce, con Paolo Villaggio, Liù Bosisio, Gigi Reder, Anna Mazzamauro, Antonio Faà di Bruno, Plinio Fernando. Commedia. ****

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