Falbalas | Jacques Becker (1944)

Cinema sotto la guerra: metà della Francia è occupata, i film non possono parlare della cronaca ma dovevano intrattenere restando sulla superficie delle cose. Oppure fingere di farlo, senza rinunciare a dettagli di contesto che fanno capire il disagio. Jacques Becker non è ovviamente un collaborazionista: poiché il suo sguardo non fa mai sentire la dimensione bellica, può lavorare in un territorio svincolato dalla realtà e perciò del tutto aderente alle angosce, ai turbamenti, alle sconvolgimenti di un’apparenza che si rivela sempre sovversiva.

Becker sceglie l’alta moda per setacciare il grado di falsità che sa accogliere la realtà, osservare l’anatomia di corpi esplicitamente resi manichini del teorema di una messinscena. Racconto delle dolorose conseguenze di una seduzione, è la storia di come un insigne stilista si mette a corteggiare la donna di un amico, scoprendo in corsa che non si sta rivelando l’avventura sperata ma un amore reso intollerabile dal rifiuto, circostanza alla quale non sa abituarsi.

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Nell’iconografia di Micheline Presle si individua subito il manichino, la controfigura di un’affaire destinato ad essere solo la coreografia dell’amore che mai sarà, donna che visse due volte prima della vertigine hitchcockiana proprio per l’insostenibile incapacità di intercettare quelle pulsioni più intime affinché il disegno possa farsi carne. E il mondo della moda è l’occasione per esaltare il desiderio del protagonista di poter essere amato: l’abito – la creazione – come oggetto della sua fascinazione, l’immagine di un enigma, il vuoto che il corpo di lei deve riempiere di senso.

Melodramma al calor bianco, di una disperazione così crepuscolare da riverberare nel devastante finale teso verso la fuga in un nulla più accettabile dei limiti di una stanza piena di niente, è un capolavoro malato da riscoprire per apprezzarne il découpage narrativo, il décor prezioso, la tensione arrembante che svela il crollo di un uomo distrutto di fronte allo smantellamento del suo mondo fatto di labili certezze. Verso Il filo nascosto.

FALBALAS (Francia, 1944) di Jacques Becker, con Raymond Rouleau, Micheline Presle, Jean Chevrier, Gabrielle Dorziat, Françoise Lugagne, Jeanne Fusier-Gir. Mélo. ****

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