L’amante perduta | Jacques Demy (1969)

Tra gli autori della Nouvelle Vague, tutti a loro modo suggestionati dal cinema classico hollywoodiano, Jacques Demy è stato forse l’unico a realizzare davvero un film in terra americana. Ricordiamo che, un paio d’anni prima, François Truffaut rifiutò la regia di Gangster Story per una carente conoscenza della lingua inglese, consapevolezza che sviluppo sul set britannico di Fahrenheit 451.

Trasferitosi negli States dopo Les demoiselles de Rochefort – in cui si stagliava l’icona di Gene Kelly a suggellare il legame fertile e rispettoso tra le due cinematografie, Demy non trovò subito l’ispirazione che invece travolse la moglie Agnès Varda. Mentre lei si avventurava nei territori della controcultura da esimia paladina di un cinema fieramente militante, lui colse nella pigra e morbida vita californiana l’occasione per dilatare il suo universo creativo verso una malinconica fuga anche geografica.

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Distaccandosi dai musical che lo resero popolare in tutto il mondo (con Les parapluies de Cherbourg vinse a Cannes e fu candidato a quattro Oscar in due edizioni del premio), si ricollega al debutto Lola – Donna di vita, dove la protagonista lasciava Nantes (luogo di nascita di Demy) dopo una delusione amorosa. Riecco, allora, Anouk Aimée, che forse fa la vita e dietro i grandi occhiali scuri nasconde un dolore troppo grande per un ragazzo probabilmente troppo giovane.

A quasi dieci anni da quell’esordio, Demy torna sulla tracce di Lola seguendo i codici del pedinamento: lo fa per indagare dentro la ferita del suo splendido corpo in vendita che sceglie di concedersi ad un giovane nel pieno del suo coming of age verso l’età adulta. Esplorando l’urbanistica umida e acida di una Los Angeles che si svuota di carne da macello vietnamita e si popola di musica psichedelica, racconta una non-storia fondata su uno stato d’animo: quello di una singola e straordinaria quotidianità che è la già nostalgica parentesi prima della fine. Praticamente una cover di Lola.

L’AMANTE PERDUTA (MODEL SHOP, U.S.A.-Francia, 1969) di Jacques Demy, con Anouk Aimée, Gary Lockwood, Alexandra Hay, Carol Cole, Tom Holland. Mélo. ***

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