Italia ’50s – 10 | Tre storie proibite | Augusto Genina (1952)

Risultati immagini per TRE STORIE PROIBITEPartono dallo stesso fatto di cronaca, il crollo di una scalinata in cui circa duecento donne erano ammassate per fare un colloquio di lavoro, ma mentre Roma ore 11 di Giuseppe De Santis, 1952 continua, col passare degli anni, a stupire per rigore e passione, Tre storie proibite sembra non dialogare più col suo pubblico se non sulla superficie di una fragile empatia retrò.

A differenza di De Santis, che incaricò Elio Petri di compiere un’inchiesta sulla vicenda (ne trasse anche un libro), con l’obiettivo di servirsi delle reali esperienze di vita delle ragazze per tracciare un ritratto sulla disperazione postbellica delle classi più umili, Augusto Genina scelse tutt’altro approccio. E non poteva essere altrimenti, giacché era più che distante dagli strumenti del neorealismo.

In una certa misura, la storia si presta bene al suo  progetto di cinema fieramente popolare, realizzato con lo stile di chi ha fatto esperienza fuori dai confini nazionali, essendo Genina regista davvero cosmopolita che, prima della parentesi fascista, raggiunse il successo con il francese Miss Europa, sceneggiato da René Clair e Georg Wilhelm Pabst. Nel suo background ci sono, insomma, le stimmate di un cineasta di caratura europea, capace anche nel periodo finale di parlare una lingua sprovincializzata.

Affrontare oggi Tre storie proibite senza considerare il capolavoro di De Santis è particolarmente ostico, anche perché film di Genina segue una strada meno facile da inquadrare. Come detto dal titolo, trattasi di film ad episodi con un occhio rivolto allo spirito di Nessuno torna indietro di Alessandro Blasetti e un legame esplicito con quel cinema melodrammatico piccoloborghese alla Domani è troppo tardi di Léonide Moguy, in voga nei primi anni cinquanta.

Ricoverate dopo il crollo, tre ragazze ripercorrono la loro vita precedente al dramma: due ne parlano fra loro, la terza, in fin di vita, esplode sotto i ferri in ricordi dovuti alla somministrazione dell’anestetico. La prima storia, molto mélo, è quella di Renata (Lia Amanda), che in seguito ad una violenza infantile non riesce a fidarsi degli uomini, fino all’incontro con un ingegnere (Gabriele Ferzetti), la cui famiglia sembra esserle ostile.

Quindi è il turno di Anna Maria (Antonella Lualdi), malmaritata ad un ricco industriale nullafacente, maligno e radioamatore (Enrico Luzi, incredibilmente inquietante), un racconto grottesco e quasi assurdo. Infine, la parabola crudele di Gianna (Eleonora Rossi Drago, ovviamente), figlia di un blasonato docente di Diritto romano (Gino Cervi), precipitata nel gorgo del peccato.

Per storie proibite s’intendono i percorsi delle ragazze fuorviate dalle meschinità della vita che devono compiere un percorso di redenzione per poter vivere senza inganni. A non convincere è la cornice: perché scomodare la tragedia della scalinata, cioè il segno dell’esigenza di un lavoro per emanciparsi dalla miseria, per giungere alla conclusione che solo il matrimonio può salvare le ragazze?

Risultati immagini per TRE STORIE PROIBITE

Il destino della povera Gianna, tra l’altro, sta lì proprio a dimostrare quale sia, in una visione moraleggiante, l’unica espiazione possibile per chi pecca. Certo, Genina e i suoi sceneggiatori hanno l’ardire di trattare temi abbastanza spinosi (specie la tossicodipendenza, benché la messinscena dei festini sia troppo condizionata dalla censura preventiva), ma pare un’occasione mancata, utile soprattutto a inquadrare l’atteggiamento di un regista che tra Cielo sulla palude, L’edera, questo Tre storie, Maddalena e Frou-Frou redige un catalogo femminile di rara crudeltà.

TRE STORIE PROIBITE (Italia, 1952) di Augusto Genina, con Antonella Lualdi, Eleonora Rossi Drago, Lia Amanda, Gabriele Ferzetti, Gino Cervi, Isa Pola, Frank Latimore, Enrico Luzi, Roberto Rissi, Giovanna Cigoli, Giulio Stival, Luciana Vedovelli, Mariolina Bovo. Drammatico. ** ½

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...