Venezia 75 | Recensione: La profezia dell’armadillo

LA PROFEZIA DELL’ARMADILLO (Italia, 2018) di Emanuele Scaringi, con Simone Liberati, Pietro Castellitto, Laura Morante, Valerio Aprea, Diana Del Bufalo, Claudia Pandolfi, Kasia Smutniak, Gianluca Gobbi, Vincent Candela, Adriano Panatta. Commedia. ** ½

Senza troppi giri di parole, sappiamo qual è il cuore della faccenda. Ed è proprio l’animale del titolo. Se n’è parlato molto e a lungo, con i fan sul piede di guerra e comunque insoddisfatti dal principio. Chi conosce l’universo narrativo di Zerocalcare sa che l’armadillo è un personaggio visibile solo al protagonista, alter ego dell’autore, coscienza critica che gli sta accanto o addosso occupando spazi della realtà.

Risultati immagini per la profezia dell'armadillo film

L’immagine iconica funziona perfettamente nel graphic novel, come pure le altre invenzioni che prendono in prestito un composito e variegato repertorio di cartoon noti o convocano animali al posto delle persone, ma al cinema ha ovviamente bisogno di un ulteriore ripensamento per determinare un immaginario credibile, specie se non abbiamo una solida tradizione di film a tecnica mista a cui riferirci.

La scelta adottata dall’adattamento de La profezia dell’armadillo è piuttosto intelligente per quanto rischiosissima: far recitare l’animale ad un attore, nascosto dentro una sorta di costume di carnevale, con un pesante carapace e una maschera stilizzata. Sotto l’armadillo c’è Valerio Aprea, un ottimo caratterista che esprime benissimo l’anima romanocentrica di un film tenero e spericolato nel sintonizzarsi su un registro aderente al reale che (probabilmente) scontenterà i fan.

La sceneggiatura di Michele Rech (ovvero Zerocalcare, accreditato col nome vero), Oscar Glioti, Valerio Mastandrea e Johnny Palomba adatta il testo senza cavalcarne la dimensione fumettistica, trovando sponda nella regia del debuttante Emanuele Scaringi, più interessati a tessere un coming of age sulla ricognizione del dolore e sull’assunzione di responsabilità secondo lo sguardo di Zerocalcare che a trasferire pigramente sul grande schermo le strisce.

Simbolicamente è aperto e chiuso da frammenti animati: all’inizio sembra quasi un modo per interrogare il pubblico e le sue attese, presagire un’ipotesi di film non realizzato per quanto più coerente con la fonte, rendere conto del difficile processo creativo; alla fine, invece, chiude il cerchio riallacciandosi alle origini, lasciando alle immagini di Zero il racconto dolceamaro di certe frustrazioni generazionali.

Risultati immagini per la profezia dell'armadillo film

Interessante anche il discorso sugli attori: se Simone Liberati e Pietro Castellitto trovano un giusto equilibrio seguendo il riferimento grafico (le sopracciglia, le magliette, la magrezza) in una reinterpretazione realistica (ma Castellitto indovina un afflato grottesco sorprendente in gloria del padre), Laura Morante reinventa a suo modo una madre disegnata come la Lady Cocca di Robin Hood e qui tramutata in persona. Cinghiale purtroppo è solo evocato.

Magari qualcosa non si comprende fuori dal Gra, come l’ansia per la trasferta a Roma nord o le chiacchiere sui quartieri, e forse resta un po’ l’impressione di una costruzione per sketch, ora divertente ora malinconica, fedele al testo quanto rigida. Però non si può dimenticare la sublime apparizione di Adriano Panatta.

Un pensiero riguardo “Venezia 75 | Recensione: La profezia dell’armadillo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...