America 80 – 3 | La mia Africa | Sydney Pollack (1985)

Siamo sempre più convinti della grandezza di Sydney Pollack, cineasta umanista che negli anni ottanta – il decennio meno prolifico: solo tre lavori, compresa l’epocale commedia dei corpi deformati e performanti nell’immagine televisiva: Tootsie – realizza il suo spettacolo più magniloquente e allo stesso tempo non dimentico di quell’intimismo che è componente fondamentale della sua poetica.

Risultati immagini per la mia africa

Film d’autore nel senso krameriano del termine, con Pollack non solo regista ma soprattutto anche produttore come promosso dalla rivoluzione newhollywoodiana, La mia Africa ribalta la stupida e deleteria condanna de I cancelli del cielo, il film con cui Michael Cimino avrebbe condotto al fallimento la United Artist: una grossa produzione può – anzi: deve – reggersi sulla visione di un autore, a cui spetta il diritto del final cut.

I sette Oscar vinti – con Pollack miglior regista contro John Huston e Akira Kurosawa – hanno progressivamente fatto male al film, tant’è che oggi viene da più parti considerato uno dei polpettoni più lenti e meno avvincenti, addirittura fuori tempo massimo. Niente di più idiota, perché La mia Africa – grosso successo dell’epoca – rappresenta per gli anni ottanta il baluardo di un’idea di cinema atemporale, in definitiva classica.

Nel decennio in cui la televisione cannibalizza violentemente l’esperienza cinematografica con una serialità kolossal dominata dall’immagine priva di profondità mitopoietica (per esempio Ricordi di guerra), Pollack – e con lui, tra gli altri, Francis Ford Coppola e Warren Beatty – ridà al cinema una qualità iconografica e un respiro epico del tutto inconsueti, partendo dal romanzo autobiografico di Karen Blixen già di per sé portatore di uno struggente coinvolgimento emotivo.

Chi parla di National Geographic si limita alla superficie di una fotografia tanto bella quanto significante, che sa trasmettere il panismo dell’occidentale senza alcun riverbero di esotismo: David Watkin filtra la luce africana secondo lo sguardo degli a-colonialisti, ben accordandosi ad una dilatazione temporale che comunica magnificamente il disorientamento geografico e il dolore nostalgico della saudade.

Risultati immagini per out of africa

Essendo un melodramma anch’esso e più che mai edificato su un amore che sa già di essere amour fou nell’atto stesso del consumo sentimentale, La mia Africa si alimenta dell’alchimia di una coppia di star all’apice del loro bagliore divistico, grazie tanto al perfezionismo mimetico di Meryl Streep quanto al fascino eterno ed inimitabile di Robert Redford, mentre John Barry si scatena in sinfonie romantiche capaci di immortalare il senso di un’indimenticabile relazione spirituale e carnale.

LA MIA AFRICA (OUT OF AFRICA, U.S.A., 1985) di Sydney Pollack, con Meryl Streep, Robert Redford, Klaus Maria Brandauer, Michael Kitchen, Malick Bowens, Joseph Thiaka, Stephen Kinyanjui. Sentimentale biografico. *** ½

Un pensiero riguardo “America 80 – 3 | La mia Africa | Sydney Pollack (1985)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...