un altro sessantotto – 8 | Don Chisciotte e Sancio Panza | Giovanni Grimaldi (1968)

un altro sessantotto. a differenza di altre cinematografie, forse quella italiana ha raccontato meglio quest’epoca stando di lato, interpretando un momento complesso attraverso apologhi allegorici, storie di un quotidiano problematico, commedie dal sorriso al contrario. nel pensare a questo punto di svolta della società, vengono in mente i film di Bellocchio e Bertolucci e Pasolini e i Taviani anche al di là dei loro effettivi esiti. e poi Bene, Cavani, Maselli, Agosti, i sommersi Frezza, Da Campo, Bruno più o meno riconciliati… a noi interessa affrontare un cinema meno esplicito, più diagonale ed obliquo, oggi forse ancora capace di dirci qualcosa su quel grande cambiamento…

i film del 1968 (o giù di lì), in un percorso parallelo a quello consueto.

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Non cadiamo nel luogo comune: non diciamo che mentre i ragazzi scendevano in piazza il cinema italiano etc… Diciamo piuttosto che, in linea con l’idea di questa eccentrica retrospettiva sessantottina, anche il cinema di Franco e Ciccio annusa – volente o nolente – l’aria del tempo e fugge verso una bizzarra allegoria in fieri, al crocevia di uno dei film più teorici, complessi, ambiziosi della coppia.

In fondo di cosa stiamo parlando? Di due poveri cristi, l’uno affascinato fino all’ossessione dalla letteratura cavalleresca e l’altro ignorante ma umile padre di famiglia, che scappano dalla quotidianità, sfidano il potere, vincono, fuggono. Detta così sembrerebbe una versione ante litteram di Easy Rider: ed essendo un road movie in una Mancha ritrovata nella brulla e selvaggia Sardegna non andremmo nemmeno troppo lontano.

Ma qui si maneggia un caposaldo della letteratura mondiale, un moloch che contiene milioni di traiettorie da battere per reinterpretarlo e ripensarlo. Col senno di poi, appare evidente quanto Giovanni Grimaldi – uno dei registi più intelligenti al servizio del duo – abbia sviluppato il filone dello scontro di classe, al cui interno si dipana a sua volta un discorso che arriva alle origini della comicità di Franco e Ciccio.

Con ordine. Nella lettura di Grimaldi, Don Chisciotte e Sancio Panza sono sì due morti di fame ma più che con il contesto della Spagna dell’epoca covano legami con la tradizione della comicità picaresca che pone proprio la fame quale motivo propulsivo per spingersi verso un altrove avventuroso. Con la suggestione data dalla provenienza geografica degli attori, ecco che ci scopriamo dentro le dinamiche della Sicilia popolare tra nobili vessatori e poveracci vittime.

In questo senso, Don Chisciotte e Sancio Panza è un film clamorosamente sessantottino, che coglie forse senza nemmeno rendersene conto il clima rivoluzionario del periodo, in cui i subordinati prendono coscienza di essere strumenti nelle mani dei potenti, degli usurpatori, dei violenti. A costo di essere fottuti dalle circostanze: pensiamo all’episodio del servo frustato difeso da Don Chisciotte, che continua ad essere frustrato nonostante il suo intervento.

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E questo da il la ad un gag mirabilissimo, con il cavaliere senza macchia che riceve i presunti accidenti dal servo. D’altronde l’intento è comico, tant’è che lo spunto era palesemente parodico, come si evince dal titolo iniziale (Don Cicciotto e Franco Panza). La scelta di mantenere i nomi originali non è solo coraggiosa ma anche la spia di un film che, nato in un certo modo, è diventato altro: una commedia consapevole, lucida, politica sulla verità e l’assalto al cielo (ovvero i mulini a vento, che qua non si vedono).

Scritto da Grimaldi in solitaria, con dialoghi in rima che strizzano l’occhio a L’armata Brancaleone ma non dimenticano l’influenza folkloristica di Rinaldo in campo, è uno dei capolavori della coppia: Ciccio sembra nato per essere l’allampanato eroe tanto sognatore e utopista quanto scaltro ed acuto; Franco si muove come una marionetta folle, cadenzando le battute con straordinaria sapienza. Un film che migliora col tempo.

DON CHISCIOTTE E SANCIO PANZA (Italia, 1968) di Giovanni Grimaldi, con Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Fulvia Franco, Paolo Carlini, Umberto D’Orsi, Enzo Garinei, Franco Fantasia, Aldo Bufi Landi, Livio Lorenzon, Carlo Delle Piane, Mimmo Poli, Franco Giacobini, Lino Banfi. Commedia. ***

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