Un apprezzato professionista di sicuro avvenire | Giuseppe De Santis (1972)

Il povero Giuseppe De Santis dovette aspettare sette anni prima di poter realizzare quello che sarebbe stato il suo ultimo film. Si potrebbe leggere la sua carriera attraverso tutti i film che non gli hanno permesso di fare, come d’altronde è capitato a moltissimi grandi registi. Dopo il flop della supercoproduzione italo-sovietica Italiani brava gente, nessuno dava credito all’intellettuale comunista che aveva fondato il realismo socialista all’italiana.

Un apprezzato professionista di sicuro avvenire non si capisce bene da dove venga né si riesce a catalogarlo bene nel suo contesto storico. Reso reietto da un sistema che non capiva una personalità passionale e così poco conciliante, De Santis si auto produce e ripensa la sua dimensione melodrammatica al crocevia del cinema civile, con un titolo che strizza l’occhio ad Elio Petri e derivati nella stagione del film indiziario.

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Nella storia si rivolge lo sguardo alle atmosfere di Dostoevskij ma l’attenzione è anche per il racconto di una società che prima degli anni di piombo si ubriaca di ambizione e rampantismo. Al centro un avvocato, genero di uno speculatore edilizio, che, scoprendosi impotente, chiede ad un amico prete di ingravidare la mogliettina. Ovviamente la cosa sfugge di mano.

Fiacco, stanco, vagamente stantio e poco ispirato come thriller, il film è comunque un oggetto interessante per l’impegno con cui De Santis cerca di connettersi al clima cupo ed angoscioso del presente mantenendo fede alla propria coerenza, per la tenacia con la quale non ripete se stesso e cerca nuove soluzioni nel linguaggio furibondo che si declina in una struttura sghemba, piena di flashback ambigui e scomposti. Lino Capolicchio forse non è all’altezza, ma Riccardo Cucciola offre un altro ritratto alla sua galleria di vittime designate.

Non capita spesso nel cinema italiano, ma si tratta davvero di un “flirting with disaster” in cui emerge tutta l’aura malata di un film nero e disperato, che formalmente riflette una fuga verso il nulla, una catabasi decadente tra memoria oscura e paure angosciose, ben espressa anche nei recuperi del passato (Andrea Checchi e Yvonne Sanson, presenze che annunciano le rentrée di Dario Argento alla luce di Bernardo Bertolucci).

UN APPREZZATO PROFESSIONISTA DI SICURO AVVENIRE (Italia, 1972) di Giuseppe De Santis, con Lino Capolicchio, Riccardo Cucciolla, Femi Bunassi, Robert Hoffman, Andrea Checchi, Yvonne Sanson, Ivo Garrani, Massimo Serato. Drammatico. **

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