Recensione: La Befana vien di notte

LA BEFANA VIEN DI NOTTE (Italia, 2018) di Michele Soavi, con Paola Cortellesi, Stefnao Fresi, Fausto Maria Sciarappa, Giovanni Calcagno, Giuseppe Lo Piccolo, Luca Avagliano. Fantastico. * ½

Prima di essere un film con una vera e propria storia, La Befana vien di notte è un’idea. Soprattutto commerciale: adattare lo star-movie ad un genere inconsueto per il cinema italiano. A ben vedere, infatti, Paola Cortellesi è l’unica attrice italiana che garantisce da sola incassi decorosi, mattatrice attorno alla quale si costruiscono commedie ora brillanti ora discutibili, ma comunque tra le poche nei cui confronti il pubblico si dimostra disponibile a spendere i soldi di un biglietto.

Il problema di fondo è che il genere di questo film, il fantasy per ragazzi, in Italia non abbiamo la benché minima idea di come diavolo si faccia. Primo: si continua a considerare quello dei bambini un universo così morigerato e perbene da rivelare inesorabilmente l’incapacità di comprenderlo prima che di raccontarlo. Secondo: non si riescono a costruire avventure non tanto credibili quanto davvero autentiche. Terzo: non si sanno gestire gli effetti speciali, illudendosi che strafare sia il metodo migliore per sopperire alle mancanze della sceneggiatura.

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Scritta, questa, da quel Nicola Guaglianone che dimostra qualche segno di stanchezza tanto è tirato via un copione zeppo di banalità (lo strambo femminismo della Befana, il cattivo troppo sopra le righe di Stefano Fresi), superficialità (praticamente tutti i dialoghi dei bambini), bizzarrie forzate (la questione anagrafica nel solco di Adaline), citazioni in abbondanza (I Goonies, Stand By Me, E.T., perfino La freccia azzurra), fiacchezza (esiste un momento in cui l’avventura dei piccoli appassiona o avvince?).

A mancare è un più deciso apporto di Cortellesi, più trascurata che defilata, che nei primi minuti annuncia qualcosa che poi non può mantenere in mancanza di un vero sostegno nella scrittura. E peraltro poco assistita anche dalla regia di un Michele Soavi consapevole dei rischi dell’operazione ma forse non all’altezza di garantire l’afflato magico che una tale storia rivendica indispensabile ausilio affinché venga accettata dallo spettatore desideroso di abbandonarsi al suo clima favolistico.

Malgrado il buon riscontro del pubblico (piacerà ai bambini? probabile), questo fantasy all’italiana in area natalizia resta purtroppo un’occasione mancata che da una parte non sfrutta bene le possibilità di una star amata e rispettata e dall’altra ha paura di affrontare davvero le caratteristiche del genere prendendosene onere o onori come a suo modo faceva un dimenticato fantasy low budget come Il magico natale di Rupert.

2 pensieri riguardo “Recensione: La Befana vien di notte

  1. Ero indeciso se andare a vederlo o meno, l’idea mi era parsa carina e innovativa, ma a quanto pare è stata mal sviluppata.
    Detesto i film commerciali, come te, come hai detto tu, in Italia mancano idee fantasy legate al cinema, di successo

    "Mi piace"

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