Inediti/ For Your Consideration | Christopher Guest (2006)

“For Your Consideration” è l’espressione con cui si indica la forma di campagna pubblicitaria organizzata per promuovere un film in previsione della stagione dei premi, in particolare per gli Oscar. Volendo, si può leggere la storia del cinema americano attraverso questa lente, osservando quanto una buona campagna abbia accresciuto lo status di film poi gratificati con il massimo riconoscimento cinematografico o, al contrario, una sbagliata o mediocre non sia stata utile a sostenere opere che avrebbero meritato maggiori attenzioni.

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Con una grande fiducia nella capacità di attori chiamati ad improvvisare e per certi versi nello stile del (finto) mockumentary, For Your Consideration racconta le degenerazioni del sistema, partendo dai rumors secondo cui gli attori di un film ancora in preparazione potrebbero essere candidati. Con scaltro ma notevole senso satirico, Christopher Guest sceglie come esempio di “Oscar bait” un dramma indipendente ambientato negli anni quaranta su una famiglia ebrea dell’America del Sud, Home for Purim.

I tre in odore di nomination sono Marilyn Hack, matura interprete della madre morente, Victor Allan Miller, veterano impegnato nella parte di suo marito, e Callie Webb, che recita il ruolo della figlia lesbica tornata al nido con la nuova fidanzata. In realtà il film è un caos: il regista (interpretato dallo stesso Guest) si perde in supercazzole, gli sceneggiatori litigano con lui per problemi di coerenza interna al racconto, la popputa produttrice mette la moneta grazie al business dei pannolini ma non capisce niente di cinema.

Dal momento che si sparge la notizia delle possibili candidature, Guest e il suo sceneggiatore Eugene Levy (qui anche nella parte di un agente) inanellano tutte le calcolate assurdità di una “Oscar Campaign”: il titolo diventa Home for Thanksgiving per addomesticare il contenuto ebraico, i critici di una trasmissione televisiva fomentano l’attesa, gli attori girano tutti i salotti mediatici per promuovere il film e se stessi a costo di rendersi ridicoli.

Se Miller occhieggia al pubblico adolescenziale presentandosi in tv travestito da “giovane” come il signor Burns in una nota puntata dei Simpson, è Hack a subire più di tutti la pressione e l’eccitazione della campagna, talmente desiderosa di riscattare una carriera insignificante al punto di sottoporsi ad alcuni interventi di chirurgia plastica che le gonfiano le tette e le immobilizzano il viso in un’espressione ridicola.

È un ruolo che la strepitosa Catherine O’Hara disegna con feroce affetto, sottolineando l’umore altalenante e la sottile frustrazione di un’attrice cinquantenne consapevole di essere all’ultima occasione per diventare una star. Così credibile che per qualche tempo si è parlato di lei come potenziale candidata agli Oscar, un po’ sulla falsariga di Maggie Smith che in California Suite interpretava una seria attrice shakespeariana premiata per una frivola commediola.

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Pur non raccontando niente di davvero originale, specie per chi queste dinamiche le studia in ogni Award Season, For Your Consideration è un apologo sferzante che se da una parte gioca facile nell’enfatizzare le storture del sistema dall’altra si diverte a metterlo alla berlina con intelligenza. Il ricorrente show sul gossip hollywoodiano con Fred Willard e Jane Lynch, per esempio, è molto interessante per come porta verso il grottesco sia l’attenzione per lo star system sia per il narcisismo di vedette senza decoro.

Oppure la selezione di “Oscar bait”, tra clip paradigmatiche o allusioni sparse, la dice lunga sul grado di prevedibilità di questi premi a distanza di mesi, nonostante sia proprio questo film a dimostrare l’assenza di un vero modello a cui attenersi per guadagnare la massima attenzione possibile. Pieno di cammei (da John Krasinski a Sandra Oh), è a suo modo il racconto da insider di un mondo di perdenti, il sottobosco di un cinema che non sarà mai ai massimi livelli e perciò pregno di sincera malinconia.

FOR YOUR CONSIDERATION (U.S.A., 2006) di Christopher Guest, con Catherine O’Hara, Ed Begley Jr., Eugene Levy, Harry Shearer, Christopher Guest, John Michael Higgins, Jennifer Coolidge, Parker Posey, Rachel Harris, Fred Willard, Jane Lynch. Commedia. ***

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