Mi piace lavorare (Mobbing) | Francesca Comencini (2004)

Anna è una donna mite e sola, con padre in casa di riposo e figlia undicenne a carico, fa la segretaria in una multinazionale e non ha molti rapporti con i sindacati. Vittima di una manovra predisposta dall’alto, è costretta ad occuparsi di mansioni più squalificanti che assolve con una dedizione pari al crescente senso d’umiliazione provocato dal mobbing verticale. Costretta a dimettersi, accetta di farsi aiutare dai sindacati.

Piccolo film, costato pochissimo e finanziato anche dalla CGIL, una mosca bianca nel panorama cinematografico italiano di quel periodo e non solo, sempre meno interessato a raccontare il mondo del lavoro e che quando ha deciso di affrontarlo non ha mai saputo bene quale strada prendere (i pur interessanti Il posto dell’anima e Liberi fino ai più recenti Patria e Acciaio).

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Con un chiaro intento didattico, rivolgendosi ad un pubblico disponibile all’ascolto e sollecitato dalla presenza di Nicoletta Braschi (radramente così esatta), Francesca Comencini espone e fa conoscere un problema dilagante in quella determinata fase prima della crisi e dei tagli verticali. Ma, al di là della specificità del fatto, è lo spirito a rappresentare uno strumento in grado di adattarsi a tutte le tragedie interne al mondo del lavoro.

Forte e determinato come un pugno nello stomaco, essenziale, irritante, molesto, necessario, un apologo coinvolgente e reso più realistico dall’impiego di impiegati, operai, sindacalisti nelle parti di contorno, partecipato come si evince dalle ottime sequenze nel magazzino. Forse è vero che il comportamento di Anna appare sottomesso, ingenuo, masochista e la sua ribellione sembra tardiva. Scrive, però, il sommo Morandini: «ma, forse, è una riserva che nasce dall’ignoranza del contesto, di un fenomeno sociale tipico dell’attuale fase caotica e sregolata del neocapitalismo mondializzato». Già oggi sarebbe un altro film.

MI PIACE LAVORARE (MOBBING) (Italia, 2004) di Francesca Comencini, con Nicoletta Braschi, Camille Dugay Comencini, Claudia Coli, Impero Bartoli, Marina Buoncristiani. Drammatico. ***

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