Fata Marta (Le fate) | Antonio Pietrangeli (1966)

Progetto Sordi, le puntate precedenti:

  1. Gastone di Mario Bonnard (1960)
  2. Domenica è sempre domenica di Camillo Mastrocinque (1958)
  3. Io so che tu sai che io so di Alberto Sordi (1982)
  4. Il boom di Vittorio De Sica (1963)
  5. Le coppie di Mario Monicelli, Alberto Sordi, Vittorio De Sica (1970)
  6. Racconti d’estate di Gianni Franciolini (1958)
  7. Il diavolo di Gian Luigi Polidoro (1963)
  8. Detenuto in attesa di giudizio di Nanni Loy (1971)
  9. Ladro lui, ladra lei di Luigi Zampa (1958)
  10. La vedova elettrica di Raymond Bernard (1958)
  11. Tutti a casa di Luigi Comencini (1960)
  12. I nostri mariti di Luigi Filippo D’Amico (1966)
  13. Piccola posta di Steno (1955)
  14. Nestore, l’ultima corsa di Alberto Sordi (1993)
  15. Crimen di Mario Camerini (1960)
  16. Accadde al commissariato di Giorgio Simonelli (1954)
  17. L’ingorgo di Luigi Comencini (1979)
  18. Il seduttore di Franco Rossi (1954)
  19. Il prof. dott. Guido Tersilli…, di Luciano Salce (1969)
  20. Venezia, la luna e tu di Dino Risi (1958)
  21. In viaggio con papà di Alberto Sordi (1982)
  22. Un eroe dei nostri tempi di Mario Monicelli (1955)
  23. Il conte Max di Giorgio Bianchi (1957)

Tipica produzione di Gianni Hecht Lucari, Le fate è uno dei molti film collettivi degli anni Sessanta, appartenente al sottogruppo di quelli dedicati all’universo femminile nella stagione del boom economico. Annoveriamo nel filone Le motorizzate, Le tardone, La donna è una cosa meravigliosa ma soprattutto il pruriginoso Le bambole e Le streghe, che trova nel corpo divistico di Silvana Mangano la sintesi di un discorso (senza dimenticare che anche il Loren show Ieri, oggi, domani era un’operazione simile).

Risultati immagini per le fate pietrangeli

Tra i film a episodi del periodo, Le fate è tra i più eleganti e decorosi, sia per i temi e le atmosfere sia per il coinvolgimento di autori della commedia di prima fascia: Suso Cecchi D’Amico per Mario Monicelli, Luciano Salce su sceneggiatura di Ruggero Maccari e Luigi Magni, Mauro Bolognini con Rodolfo Sonego. Le star sono di prima grandezza: Monica Vitti, Claudia Cardinale, Raquel Welch, affiancate rispettivamente da Enrico Maria Salerno, Gastone Moschin, Jean Sorel.

Ricettacolo di décor dell’epoca, capace di rappresentare i costumi della borghesia imperante e intercettarne vizi privati e pubbliche virtù, Le fate merita soprattutto perché ospita, nel quarto episodio, l’ultima regia di Antonio Pietrangeli. Curiosamente, colui che è passato alla storia per essere l’uomo che capiva o perlomeno raccontava le donne trova, in Fata Marta, una protagonista il cui peso specifico è nettamente inferiore alla controparte maschile. Capucine, insomma, non vale Alberto Sordi, che deve a Pietrangeli (e viceversa) uno dei film più importanti per la definizione del suo personaggio, Lo scapolo.

Su script di Sonego ispirato ad Amour terre inconnue di Martin Maurice, l’episodio è il più politico del mazzo e costituisce una delle ultime “follie” che il divo si è concesso prima della propria monumentalizzazione. Lotta di classe e sessantotto incipiente sono al centro di Fata Marta, in cui la moglie capricciosa di un ricco e famoso chirurgo perde i freni inibitori quando si ubriaca. Così, la severa e scrupolosa signora si abbandona a frivolezze che finge di dimenticare nel post sbornia. E come si comporta il nuovo cameriere, oggetto del desiderio quando lei è sbronza e reietto appena passa l’effetto dell’alcol?

Con la sapienza dell’attore consapevole dei propri mezzi e rispettoso del regista, Sordi addomestica la propria recitazione come ruolo impone, giocando sulla repressione e sulla delusione di questo cameriere, praticamente un poveraccio, vittima dei capricci del potere incarnato da una vestale dell’alta borghesia. Tutto in uno spazio domestico tanto sontuoso quanto claustrofobico, che l’ironico Pietrangeli osserva dal basso quando deve riprendere i due occasionali amanti nelle parentesi alcoliche.

Risultati immagini per the queens 1966

Vacanza boccaccesca dalle suggestioni chapliniane, se per Sordi è uno dei tanti sketch del decennio fatti per frenesia professionale e gusto della brevità, per Pietrangeli si tratta di un unicum (escludendo il frammento di Amori di mezzo secolo) realizzato come prestazione d’opera all’apice della carriera. Peccato che il triste destino non gli abbia riservato altre gioie dopo la consacrazione definitiva di Io la conoscevo bene, essendo annegato accidentalmente durante le riprese di Come, quando. Che un film, per quanto corto, così impersonale sia il suo involontario epilogo, lascia un po’ l’amaro.

FATA MARTA (Italia-Francia, 1966), di Antonio Pietrangeli, con Capucine, Alberto Sordi, Olga Villi, Anthony Steel, Gigi Ballista. Commedia. ***

2 pensieri riguardo “Fata Marta (Le fate) | Antonio Pietrangeli (1966)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...