Mamma mia, che impressione! | Roberto Savarese (1951)

Progetto Sordi, le puntate precedenti:

  1. Gastone di Mario Bonnard (1960)
  2. Domenica è sempre domenica di Camillo Mastrocinque (1958)
  3. Io so che tu sai che io so di Alberto Sordi (1982)
  4. Il boom di Vittorio De Sica (1963)
  5. Le coppie di Mario Monicelli, Alberto Sordi, Vittorio De Sica (1970)
  6. Racconti d’estate di Gianni Franciolini (1958)
  7. Il diavolo di Gian Luigi Polidoro (1963)
  8. Detenuto in attesa di giudizio di Nanni Loy (1971)
  9. Ladro lui, ladra lei di Luigi Zampa (1958)
  10. La vedova elettrica di Raymond Bernard (1958)
  11. Tutti a casa di Luigi Comencini (1960)
  12. I nostri mariti di Luigi Filippo D’Amico (1966)
  13. Piccola posta di Steno (1955)
  14. Nestore, l’ultima corsa di Alberto Sordi (1993)
  15. Crimen di Mario Camerini (1960)
  16. Accadde al commissariato di Giorgio Simonelli (1954)
  17. L’ingorgo di Luigi Comencini (1979)
  18. Il seduttore di Franco Rossi (1954)
  19. Il prof. dott. Guido Tersilli…, di Luciano Salce (1969)
  20. Venezia, la luna e tu di Dino Risi (1958)
  21. In viaggio con papà di Alberto Sordi (1982)
  22. Un eroe dei nostri tempi di Mario Monicelli (1955)
  23. Il conte Max di Giorgio Bianchi (1957)
  24. Le fate di Antonio Pietrangeli (1966)
  25. Mi permette, babbo! di Mario Bonnard (1956)
  26. I due nemici di Guy Hamitlon (1961)
  27. Mio figlio Nerone di Steno (1955)
  28. Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata di Luigi Zampa (1971)
  29. Il giudizio universale di Vittorio De Sica (1961)
  30. Lo sceicco bianco di Federico Fellini (1952)
  31. Finché c’è guerra c’è speranza di Alberto Sordi (1974)
  32. Totò e i re di Roma di Steno e Mario Monicelli (1952)
  33. Il disco volante di Tinto Brass (1964)
  34. La bella di Roma di Luigi Comencini (1955)
  35. I magliari di Francesco Rosi (1959)
  36. Mafioso di Alberto Lattuada (1962)
  37. Sono un fenomeno paranormale di Sergio Corbucci (1985)
  38. Il marito di Nanni Loy e Gianni Puccini (1958)
  39. Il vigile di Luigi Zampa (1960)
  40. Amore mio aiutami di Alberto Sordi (1969)
  41. Bravissimo di Luigi Filippo D’Amico (1955)
  42. Quelle strane occasioni di Luigi Comencini (1976)

Per capire il passaggio cinematografico di Alberto Sordi dopo il successo radiofonico, l’analogia con gli attuali youtuber può essere intrigante, ma è pertinente anche quella con i comici televisivi d’inizio millennio. Mi sembrano esempi calzanti soprattutto in virtù del flop commerciale di Mamma mia, che impressione!, primo film da protagonista di Sordi (già attivo da oltre un decennio) realizzato sull’onda della popolarità e che per l’appunto mancò l’appuntamento con gli spettatori, come la maggior dei parte dei prodotti dei due filoni a cui l’ho appena comparato.

Risultato immagini per mamma mia che impressione

A distanza di settant’anni, Mamma mia, che impressione! ha certamente ottenuto il riscontro disatteso all’epoca, un po’ perché sfortunato battesimo del divo e un po’ per la consueta pratica italiana di revisione e ripensamento di film sottovaluti al momento dell’uscita. Pur restando operina sbalestrata nelle forme e squinternata per modi, oggi mi pare interessante soprattutto per l’assenza di baricentro, il tono oltremodo sopra le righe, lo spirito inconsapevolmente camp.

D’altronde non dobbiamo nasconderci dietro a un dito: il Sordi degli anni Cinquanta ha una dimensione omoerotica del tutto evidente, peraltro declinata in diversi modi. Il cambiamento della sua maschera avviene con Un americano a Roma, quando il mito della virilità per via americana porta il suo personaggio altrove, virando decisamente quando incanala il proprio racconto verso il ritratto del maschio colto nella sua avventura socio-familiare all’interno della commedia umana all’italiana.

Ma, intendiamoci, il compagnuccio della parrocchietta di Mamma mia, diretta emanazione del personaggio radiofonico, è puro camp. Petulante, scocciatore, ruffiano, con un’improponibile chioma biondo platino, i vestiti troppo strette, le moine effeminate. Il modello di base è il giovane (già vecchio) democristiano ipocrita e invidioso, militante dell’Azione Cattolica più per status che per convinzione, sessuofobico e mammone, familista e sempre con la mentalità del balilla.

Dove un tempo si vedeva lo sforamento nella farsa, complice il look fumettistico della stessa figura di Sordi, oggi vediamo la perfidia di autori che avevano colto nella maschera di Sordi l’immagine ideale per raccontare un italiano come tanti, più di quanti credessero quegli stessi tanti: trentenne infantile, coperto ad vitam dell’ombrello di una parrocchia edificata sull’omissione e sulla reticenza, prete mancato ma potenziale stalker di povere ragazze, sostanzialmente mediocre e incapace a trovare un posto nel mondo. Un caso umano.

Risultato immagini per mamma mia che impressione

Non so ben dire quanto Sordi fosse cosciente di tutto ciò né a che punto potesse arrivare la sua effettiva vis distruttiva. Certo è che questo compagnuccio è il calco di altri personaggi del decennio. E che quelle stesse caratteristiche collimano in caratteri solo sulla carta differenti, da Via Padova 46 a Mi permette babbo? passando per Accadde al commissariato e Piccola posta, tutti tesi alla rappresentazione di personaggi dissimulatori e repressi. La cifra del primo Sordi è tutta qui.

Del film ho detto poco. C’è questo tipo tutto casa e oratorio che cerca di farsi bello agli occhi di una ragazza: invano. Corre, canta, scalpita: niente. Alla direzione c’è il carneade Roberto Savarese, ma il regista occulto è Vittorio De Sica, primo grande sponsor di Sordi, impegnato anche come produttore (con lo stesso attore, a sua volta sceneggiatore con Cesare Zavattini). Un flop, ma Sordi e De Sica rimasero amici per tutta la vita, nonché colleghi in svariate, succosissime occasioni.

MAMMA MIA, CHE IMPRESSIONE! (Italia, 1951) di Roberto Savarese, con Alberto Sordi, Giovanna Pala, Carlo Giustini, Frank Colson, Luigi Pavese, Carlo Delle Piane. Commedia. ** ½

Un pensiero riguardo “Mamma mia, che impressione! | Roberto Savarese (1951)

  1. Va comunque detto che questo film era la trasposizione cinematografica del personaggio reso popolare da Alberto Sordi nel suo programma radiofonico, che – a differenza dei film in cui compariva – riscuoteva un grande successo.

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