Recensione: La mia banda suona il pop

Da rinnovatore della commedia anni zero, ponte tra l’esperienza comica del cinepanettone e l’ambizione della commedia sofisticata anglosassone, Brizzi è diventato il rottamato. Insiste con l’industria della nostalgia, ostinatamente ancorato al ricordo infinito ai limiti dell’esorcismo di questi ormai insopportabili anni Ottanta.… Read More Recensione: La mia banda suona il pop

Recensione: La partita

All’origine c’è un corto, e si vede, si sente. Il collage di situazioni dà l’idea di un’antologia di piccole storie accidentalmente incrociatesi in un lungometraggio. Dove manca la compattezza, interviene il bizzarro. Quando sembra esserci qualche giro a vuoto di troppo, ecco lo scatto verso l’eccesso. Che il calcio non sia l’argomento di più facile trattazione nel cinema italiano è cosa nota ma non alibi.… Read More Recensione: La partita

Recensione: 1917

Con 1917, Mendes rivela tutta la ridondante perizia tecnica di un regista che non avrà mai lo stile di un autore. Sulla scorta (ricattatoria) dei ricordi di guerra del nonno, il film segue la corsa contro il tempo di due caporali inglesi. Devono attraversare le file nemiche per consegnare un dispaccio a un altro battaglione – che ha in forza il fratello di uno dei due soldati: il fratello, sì, il fratello – pronto ad attaccare l’esercito tedesco.… Read More Recensione: 1917

Recensione: Gli anni più belli

Gli anni più belli non si nasconde dietro al dito che indica la luna del cinema che mai più sarà. Gli anni più belli lo ammette chiaramente che la sua ambizione massima si scontra con l’impossibilità di rifare C’eravamo tanto amati, i cui diritti Gabriele Muccino ha comprato un po’ per mettere le mani avanti di fronte al catalogo di citazioni, un po’ per dichiarare esplicitamente il suo essere “surrogato” o “paratesto” di quel cinema lì e un po’ per rincorrere il film che più di ogni altro ha influenzato la generazione dei registi cinquantenni italiani.… Read More Recensione: Gli anni più belli

Recensione: Piccole donne

Nessuno mi toglie dalla testa che l’ennesima trasposizione di Piccole donne nasca anzitutto nell’ottica di costruire un’operazione trendy. Termine orrendo, perfino un po’ sorpassato, ma che rende bene l’idea di un film studiato a tavolino per intercettare i fermenti neo-femministi del cinema americano d’autore (che è tutt’altra cosa rispetto alla società americana) secondo le regole non scritte della temperie indie adattata al period drama.… Read More Recensione: Piccole donne

Recensione: Jojo Rabbit

Gioca a fare il discolo scorretto (Adolf Hitler è l’amico immaginario di un bambino invasato) usando gli strumenti del politicamente corretto, frulla suggestioni estetiche riconducibili al più facile Wes Anderson con buffonerie tra Brooks e il Saturday Night Live, usa i colori opachi di un fumetto rétro per rimarcare il pastiche anacronistico in cui nella Vienna nazista si possono ascoltare i Beatles e David Bowie.… Read More Recensione: Jojo Rabbit

Recensione: Richard Jewell

Si chiama The Ballad of Richard Jewell, uno dei due testi all’origine dell’ultimo (per ora) film di Clint Eastwood, terzo capitolo di un’ideale trilogia (per ora) sugli imprevisti atti d’eroismo dei common men americani. Ed è proprio in quel ballad, un genere tipicamente americano nonché termine omesso dal titolo finale, che si trova il cuore battente di questo classico istantaneo, modulato sul tema musicale di Arturo Sandoval che incede solenne sui titoli di coda.… Read More Recensione: Richard Jewell

Recensione: Hammamet

Se in Hammamet manca quasi del tutto una riflessione che non sia legata dell’autodifesa del colpevole (di cosa? Della fine di un partito, di un sistema, di un certo modo di pensare la politica nel bene e nel male), con inserti in 4:3 che dovrebbero essere le sole esplicite citazioni dell’originale, la cosa che più funziona è la storia del corpo in disfacimento, prestato da un gigantesco Pierfrancesco Favino, impressionante per impegno mimetico, che come un vampiro succhia l’anima, la gestualità, lo sguardo di Craxi.… Read More Recensione: Hammamet

Recensione: Tolo Tolo

Tolo Tolo è anche un work in progress, che non ha la stessa coscienza della fine del sé-maschera e dell’inizio del sé-icona né il medesimo tono comico-patetico di La vita è bella, da più parti citato come calco dell’operazione. È il tentativo da parte di Medici di inserire Checco nella tradizione della cosiddetta commedia all’italiana, trasformandolo via via in un personaggio da sviluppare entro meccanismi che non siano semplicemente usa-e-getta.… Read More Recensione: Tolo Tolo

Recensione: Sorry We Missed You

Lunga vita al compagno Ken Loach, che, in direzione ostinata e contraria, continua a raccontare le storie degli ultimi, in un’epoca che sembra aver del tutto dimenticato l’antico manta del nessuno resta indietro. Vecchio ma mai domo, reduce peraltro dall’ennesima campagna elettorale contro i conservatori nell’ultima veste sovranista, Loach torna al cinema dopo il grande successo di Io, Daniel Blake, Palma d’Oro a Cannes tra le più aderenti al sentimento popolare.… Read More Recensione: Sorry We Missed You

Recensione: La dea fortuna

Checché se ne dica, Ozpetek non fa sempre “lo stesso film”, perché la questione mi sembra più sofisticata: fa sempre “lo stesso tipo di film”. Le marche tipiche del suo cinema sono diventate dei cliché, la prevedibilità di certi schemi ha depotenziato la forza di un universo raccontato con empatia e aderenza, l’equilibrio tra commedia e mélo appare sbilanciato laddove l’una arriva in soccorso dell’altro quando perde di fuoco o di compattezza.… Read More Recensione: La dea fortuna

Recensione: Ritratto della giovane in fiamme

La costruzione della tensione sessuale parte dai silenzi in interni, dai quadri celati alla modella inconsapevole, dalle onde che s’infrangono su un mare sinonimo di morte. Si vorrebbe che allo studio e al pensiero corrispondano i palpiti anche irrazionali del cuore in affanno, come accade nell’ultima sequenza, interessante equilibrio tra strazio ed erotismo.… Read More Recensione: Ritratto della giovane in fiamme

Recensione: Star Wars: L’ascesa di Skywalker

Un capitolo di fantasmi, una (finta) resa dei conti con gli spettri interiori che si riplasmano in forma ectoplasmatica, una cerimonia degli addii che non ha alcuna intenzione di chiudere col passato. Tutta questa terza trilogia è la quintessenza della nostalgia come trappola che chiude alla possibilità di un futuro nuovo e diverso, il trionfo della malattia infantile del cinema d’autore nella macchina che in apparenza sembrerebbe depotenziare al minimo lo sguardo di un autore.… Read More Recensione: Star Wars: L’ascesa di Skywalker

Recensione: I due papi

Pryce e Hopkins hanno l’opportunità di scandagliare la complessità di due figure tridimensionali: il primo porta sul volto bonario il rimorso dei peccati e, ripreso dal basso, s’impone sulla scena come un corpo al servizio della cristianità, un eterno penitente che investe se stesso per invocare il perdono; il secondo, sempre più piccolo, è in tutto e per tutto un principe della Chiesa, un politico raffinato e machiavellico che deve combattere con fantasmi per troppo tempo silenziati.… Read More Recensione: I due papi

Recensione: Il terzo omicidio

Originally posted on BY LORENZO CIOFANI:
THE THIRD MURDER (SANDOME NO SATSUJIN, Giappone, 2017) di Kore’eda Hirokazu, con Masaharu Fukuyama, Kôji Yakusho, Suzu Hirose, Mikako Ichikawa, Yuki Saitô. Drammatico legal thriller. *** ½ Già graziato della pena capitale trent’anni prima, un uomo viene nuovamente accusato di aver ucciso, in questo caso, il suo datore di lavoro. S’incarica della sua…

Recensione: Cena con delitto – Knives Out

Di questo Cena con delitto possiamo dire che si presenta portando in dote tutto ciò che in realtà non è. C’è chi parla della resurrezione del Whodunit e del revival del tipico giallo alla Agatha Christie: ma, attenzione, il giallo è la cosa meno interessante del film. Non fosse altro che, due più due, il colpevole pur senza prove alla mano è chiaro appena appare…… Read More Recensione: Cena con delitto – Knives Out