Dispacci dalla sala (1) | A Chiara; La scuola cattolica; L’uomo che vendette la sua pelle; The Italian Banker

Brevi recensioni dei nuovi film arrivati in sala. Questa settimana: A Chiara; La scuola cattolica, L’uomo che vendette la sua pelle; The Italian Banker.… Read More Dispacci dalla sala (1) | A Chiara; La scuola cattolica; L’uomo che vendette la sua pelle; The Italian Banker

Recensione: Tre piani

Moretti mette in scena – perché la sua è letteralmente una messinscena, teatro borghese nella forma di una super soap, un’idea di regia precisa e spiazzante che scarnifica la retorica e fa sparire l’enfasi in favore perfino di un certo sprezzo del ridicolo – una umanità inabissata nei riti e nei miti del proprio ceto d’appartenenza, chiusa in un condominio che si immagina più grande del mondo esterno, rincorrendo restando ferma tutti i domani passati.… Read More Recensione: Tre piani

Recensione: The Specials

All’origine del film c’è una storia vera, esemplare perché simile a mille altre: l’associazione di Bruno (Vincent Cassel, rivitalizzato da un ruolo che vale un posto nel cuore degli spettatori, si dona completamente al personaggio, di sottrazione) non fa selezioni all’ingresso e accoglie tutti i ragazzi bisognosi di attenzioni e terapie, compresi quelli con le situazioni più complicate e pesanti che le strutture ufficiali rifiutano di trattare.… Read More Recensione: The Specials

Venezia 77 | Recensione: Nomadland

Sta facendo scuola il commento di Paolo Mereghetti sulla regia di Chloé Zhao, arrivata – beh, il film sì, lei no: Toronto chiama – a Venezia con tutti gli onori che spettano a una che entra papessa per non uscire cardinale: l’unica preoccupazione della regista, dice il critico supremo, «sembra chiedersi solo se inquadrare un tramonto o scegliere l’alba». Sembra buttarla un po’ così, ma mi sembra il cuore del problema di un film che, gira che ti rigira, si inserisce sempre nel novero maledetto dei “carini”, dei “ruffiani”, delle operazioni calcolate al millimetro.… Read More Venezia 77 | Recensione: Nomadland

Venezia 77 | Recensione: I predatori

Ha ventotto anni, Pietro Castellitto, nel panorama dei giovani attori italiani è un po’ una mina vagante (per molti figlio di papà, per altri eccentrico volto di una generazione che non cerca etichette), e I predatori, la sua opera prima, è una bomba, letteralmente: non racconta lo scontro tra due ceti socio-culturali ma lo spaccato inquietante, grottesco, allucinato di una nazione ostaggio del suo passato, dei suoi riti collettivi, dei suoi segreti su cui si edificano vite di facciata.… Read More Venezia 77 | Recensione: I predatori

Venezia 77 | Recensione: Le sorelle Macaluso

Se i critici cinematografici italiani andassero di più al teatro (e ascoltassero più dischi, leggessero più libri, vedessero più televisione, uscissero di più e in posti diversi), capirebbero che la versione per il cinema de Le sorelle Macaluso rappresenta forse uno dei più importanti adattamenti da altro medium che il cinema italiano conosce da anni. Chi se ne frega, potreste dire, e invece è un dato che dà alla nostra produzione un respiro meno corto, uno sguardo più largo, una visione che si nutre di altre esperienze.… Read More Venezia 77 | Recensione: Le sorelle Macaluso

Venezia 77 | Recensione: Miss Marx

Nelle intenzioni voleva essere il biopic che rendeva giustizia a una figura dimenticata, attraverso il racconto di una vita fuori dal comune. Nei fatti, non c’è niente di dissimile da un period drama europeo dove i valori di produzione (la precisione teatrale del décor, i costumi va da sé credibili, la fotografia da sussidiario d’alta scuola) prevalgono sulla costruzione tridimensionale dei personaggi, sul ritmo di una rievocazione originale, sul bilanciamento dei tantissimi temi messi in campo e non sempre sviluppati pienamente.… Read More Venezia 77 | Recensione: Miss Marx

Venezia 77 | Recensione: Lacci

Lacci non è un film realista. Non è un adattamento letterario ma una letterale trascrizione per immagini. È una fantasia perversa, un incubo scontornato dall’onirico, un raccontarsi il racconto di un’intera vita. È la storia di Aldo e Vanda, che da subito intavolano il problema: c’è un’altra, forse non ti amo più. Si apre con un balletto in una festa a casa di amici, una danza meccanica per marionette: una cornice, un presagio, una parentesi che sembra annunciare il suo ancorarsi alla realtà e non al realismo.… Read More Venezia 77 | Recensione: Lacci

Recensione: La partita

All’origine c’è un corto, e si vede, si sente. Il collage di situazioni dà l’idea di un’antologia di piccole storie accidentalmente incrociatesi in un lungometraggio. Dove manca la compattezza, interviene il bizzarro. Quando sembra esserci qualche giro a vuoto di troppo, ecco lo scatto verso l’eccesso. Che il calcio non sia l’argomento di più facile trattazione nel cinema italiano è cosa nota ma non alibi.… Read More Recensione: La partita

Recensione: 1917

Con 1917, Mendes rivela tutta la ridondante perizia tecnica di un regista che non avrà mai lo stile di un autore. Sulla scorta (ricattatoria) dei ricordi di guerra del nonno, il film segue la corsa contro il tempo di due caporali inglesi. Devono attraversare le file nemiche per consegnare un dispaccio a un altro battaglione – che ha in forza il fratello di uno dei due soldati: il fratello, sì, il fratello – pronto ad attaccare l’esercito tedesco.… Read More Recensione: 1917

Recensione: Gli anni più belli

Gli anni più belli non si nasconde dietro al dito che indica la luna del cinema che mai più sarà. Gli anni più belli lo ammette chiaramente che la sua ambizione massima si scontra con l’impossibilità di rifare C’eravamo tanto amati, i cui diritti Gabriele Muccino ha comprato un po’ per mettere le mani avanti di fronte al catalogo di citazioni, un po’ per dichiarare esplicitamente il suo essere “surrogato” o “paratesto” di quel cinema lì e un po’ per rincorrere il film che più di ogni altro ha influenzato la generazione dei registi cinquantenni italiani.… Read More Recensione: Gli anni più belli

Recensione: Piccole donne

Nessuno mi toglie dalla testa che l’ennesima trasposizione di Piccole donne nasca anzitutto nell’ottica di costruire un’operazione trendy. Termine orrendo, perfino un po’ sorpassato, ma che rende bene l’idea di un film studiato a tavolino per intercettare i fermenti neo-femministi del cinema americano d’autore (che è tutt’altra cosa rispetto alla società americana) secondo le regole non scritte della temperie indie adattata al period drama.… Read More Recensione: Piccole donne

Recensione: Jojo Rabbit

Gioca a fare il discolo scorretto (Adolf Hitler è l’amico immaginario di un bambino invasato) usando gli strumenti del politicamente corretto, frulla suggestioni estetiche riconducibili al più facile Wes Anderson con buffonerie tra Brooks e il Saturday Night Live, usa i colori opachi di un fumetto rétro per rimarcare il pastiche anacronistico in cui nella Vienna nazista si possono ascoltare i Beatles e David Bowie.… Read More Recensione: Jojo Rabbit

Recensione: Richard Jewell

Si chiama The Ballad of Richard Jewell, uno dei due testi all’origine dell’ultimo (per ora) film di Clint Eastwood, terzo capitolo di un’ideale trilogia (per ora) sugli imprevisti atti d’eroismo dei common men americani. Ed è proprio in quel ballad, un genere tipicamente americano nonché termine omesso dal titolo finale, che si trova il cuore battente di questo classico istantaneo, modulato sul tema musicale di Arturo Sandoval che incede solenne sui titoli di coda.… Read More Recensione: Richard Jewell

Recensione: Hammamet

Se in Hammamet manca quasi del tutto una riflessione che non sia legata dell’autodifesa del colpevole (di cosa? Della fine di un partito, di un sistema, di un certo modo di pensare la politica nel bene e nel male), con inserti in 4:3 che dovrebbero essere le sole esplicite citazioni dell’originale, la cosa che più funziona è la storia del corpo in disfacimento, prestato da un gigantesco Pierfrancesco Favino, impressionante per impegno mimetico, che come un vampiro succhia l’anima, la gestualità, lo sguardo di Craxi.… Read More Recensione: Hammamet