Men, Women & Children | Jason Reitman (2014)

A partire dal romanzo di Chad Kultgen, Reitman ha scritto la sceneggiatura con Erin Cressida Wilson, drammaturga che al cinema si è affermata con la commedia erotica Secretary. E l’eros è elemento centrale di questo film spericolato e coraggioso, che scandaglia le pulsione sessuali di un popolo – quello americano – e in particolare di un ceto – la borghesia – repressa in un atteggiamento così puritano da vivere al fine la dimensione sessuale con vergogna, fastidio, angoscia, violenza.… Read More Men, Women & Children | Jason Reitman (2014)

Maria Zef | Vittorio Cottafavi (1981)

Penultimo lavoro di Vittorio Cottafavi, che in sede di sceneggiatura si è fatto affiancare dal poeta friulano Siro Angeli (impegnato anche nel ruolo di Barbe). Maestro del melodramma, qui lo lascia affiorare nei colori bruni di una miseria sia sociale che umana, nelle crepe di case rotte per gli effetti devastanti della natura, nei volti affaticati di gente che la speranza non sa nemmeno se appartiene a questo mondo.… Read More Maria Zef | Vittorio Cottafavi (1981)

Recensione: Piccole donne

Nessuno mi toglie dalla testa che l’ennesima trasposizione di Piccole donne nasca anzitutto nell’ottica di costruire un’operazione trendy. Termine orrendo, perfino un po’ sorpassato, ma che rende bene l’idea di un film studiato a tavolino per intercettare i fermenti neo-femministi del cinema americano d’autore (che è tutt’altra cosa rispetto alla società americana) secondo le regole non scritte della temperie indie adattata al period drama.… Read More Recensione: Piccole donne

Recensione: Jojo Rabbit

Gioca a fare il discolo scorretto (Adolf Hitler è l’amico immaginario di un bambino invasato) usando gli strumenti del politicamente corretto, frulla suggestioni estetiche riconducibili al più facile Wes Anderson con buffonerie tra Brooks e il Saturday Night Live, usa i colori opachi di un fumetto rétro per rimarcare il pastiche anacronistico in cui nella Vienna nazista si possono ascoltare i Beatles e David Bowie.… Read More Recensione: Jojo Rabbit

Recensione: L’inganno perfetto

In realtà, a ben vedere, è lo stesso film a essere un “falso”, diciamo così, “geografico”. Una produzione americana ambientata a Londra che gioca con le marche tipiche di quel non-genere che è il “movie for senior”: eterno ritorno del passato, la seconda guerra mondiale come spartiacque di vite, le strade eleganti, le star anziane. Qui ci sono due pesi massimi come Helen Mirren e Ian McKellen, per la prima volta insieme, che gigioneggiano con impareggiabile classe.… Read More Recensione: L’inganno perfetto

Recensione: Dov’è il mio corpo?

Tratto dal romanzo Happy Hand di Guillaume Laurent, racconta la storia di una mano mozzata. Ecco, il dato è già indicativo: come metterla in scena? Il disegno permette di unire la stilizzazione dell’arto e l’evocazione poetica, arrivando attraverso una mediazione artistica dove non arriverebbe un pur efficace effetto speciale con tutto il suo portato di inevitabile effetto collaterale trucido.… Read More Recensione: Dov’è il mio corpo?

Recensione: La famosa invasione degli orsi in Sicilia

Per Lorenzo Mattotti, maestro assoluto dell’illustrazione, si tratta del debutto al cinema, dopo la strana esperienza in Pinocchio di Enzo D’Alò per cui aveva creato i personaggi e le scenografie. Benedetto dai francesi, impegnati in maggioranza nella produzione, è un film che intercetta il mondo degli adulti per la sua capacità di porsi quale metafora politica sull’utopia di un’armonia tra diversi (orsi e uomini) ma anche quello dei bambini per la ricerca di un disegno evocativo e aperto alle possibilità del sogno.… Read More Recensione: La famosa invasione degli orsi in Sicilia

Metello | Mauro Bolognini (1970)

Non è un caso che Metello compaia nel 1970, in piena contestazione, anticipando La classe operaia va in Paradiso diventandone, se non il sintomo, quasi il presagio, la prefazione che guarda alle prime lotte tra operai e padroni per intercettare lo spirito contemporaneo. Sceneggiato da Bolognini con Suso Cecchi D’Amico, Luigi Bazzoni e Ugo Pirro, il film abbraccia i primi venticinque-trent’anni di vita del protagonista… Read More Metello | Mauro Bolognini (1970)

Recensione: The Irishman

Scorsese alza la posta e porta il cinema ai confini del possibile, (re)inventando, per questo film fortemente desiderato, un passato impossibile al fine di produrre qualcosa che ai nostri occhi sembra davvero impressionante. È innegabile che lo stupore maggiore di The Irishman sia la vertigine di vedere gli attori di quarant’anni fa in un film d’oggi, come se fosse un contemporaneo a Il padrino o Toro scatenato ma con i nervosismi, i furori, gli abissi dei mean streets ormai evoluti per le contingenze anagrafiche della vita vera.… Read More Recensione: The Irishman

François Truffaut, 35 anni dopo | Le due inglesi (1971)

Nel trentacinquesimo anniversario della prematura scomparsa di François Truffaut, tornare su uno dei suoi film più sfortunati mi sembra un’azione critica necessaria, soprattutto perché Le due inglesi costituisce un caso abbastanza sconfortante di miopia, tanto dei commentatori che lo trattarono con freddezza e severità quanto del pubblico che lo respinse senza appello.… Read More François Truffaut, 35 anni dopo | Le due inglesi (1971)

Festa del Cinema di Roma 2019 | Recensione: Motherless Brooklyn – I segreti di una città

Norton guarda sia alla tradizione della Hollywood classica, pur con un occhio ai b-movie, cercando suggestioni nei film di Jules Dassin e Otto Preminger per l’adesione a una città vissuta rischiosamente da chi non è ben integrato nel suo coacervo relazionale, sia a quella diciamo newhollywoodiana, ritagliando per sé il ruolo del protagonista, un investigatore privato affetto dalla sindrome di Tourette e cresciuto sotto l’ala protettiva di un uomo che lo ha salvato dall’orfanotrofio (motherless quindi senza madre, orfano).… Read More Festa del Cinema di Roma 2019 | Recensione: Motherless Brooklyn – I segreti di una città

La strega in amore | Damiano Damiani (1966)

Con La ragazza che sapeva troppo, la cupa stravaganza del film Damiani condivide un approccio che alla malia macabra del narratore che indaga il fantastico nascosto nella realtà infonde lo scetticismo ironico degli intellettuali perplessi di fronte alle fughe verso l’onirico. Un po’ sembra mettersi nei panni del protagonista, un quarantenne disincantato che accetta di lavorare per una vecchia signora sì per curiosità endemica ma soprattutto per poter conoscerne meglio l’incantevole nipote.… Read More La strega in amore | Damiano Damiani (1966)

Il disprezzo | Jean-Luc Godard (1963)

Il cortocircuito tra realtà e finzione esplode nel ‘63, quando Ponti commissiona la versione cinematografica del romanzo a Jean-Luc Godard. Consapevole della differenza tra le due forme espressive e noto per essere piuttosto distaccato dai rifacimenti sul grande schermo dei suoi testi, Moravia trova in Godard non un fedele illustratore ma l’interprete iconoclasta di un romanzo da lui sdegnosamente disprezzato.… Read More Il disprezzo | Jean-Luc Godard (1963)

Recensione: Le stelle non si spengono a Liverpool

Un mélo completo per colori e umori, che la regia di Paul McGuigan riesce non di rado ad emancipare dal pericolo di un polveroso tv movie grazie all’intelligente resa scenica delle intuizioni di scrittura (le porte che si aprono sul passato, il doppio punto di vista nel momento topico), alla qualità di un’immagine che occhieggia alla “finzione” della Hollywood classica (i fondali americani, i tagli di luce che illuminano gli occhi), alla tensione con cui monta un love affair destinato a triste epilogo.… Read More Recensione: Le stelle non si spengono a Liverpool

Alla riscoperta di Lina Wertmüller | Francesca e Nunziata (2001)

Se la suggestione musicale del pur rutilante Un complicato intrigo di donne, vicoli e delitti sosteneva la credibilità di un film sospeso tra orrore e folklore e Io speriamo che me la cavo si abbandonava alla sagra del buonismo e dei luoghi comuni, il pur puteolano Sabato, domenica e lunedì resta ottimo adattamento di Eduardo la cui eco si sente nel fascino evocativo e maliardo di Francesca e Nunziata, trasposizione televisiva del romanzo di Maria Orsini Natale.… Read More Alla riscoperta di Lina Wertmüller | Francesca e Nunziata (2001)

Recensione: Burning – L’amore brucia

Cinema piromane che accende fuochi nel vuoto assordante di vite incomplete, quello di Lee Chang-Dong è un film che per circa un’ora e mezza monta la tensione – con una fluidità e una tenuta del racconto pari all’addomesticamento della gravitas in funzione di un accesso più favorevole nei meandri dell’ambiguità – attorno a un nucleo narrativo costituito prima dalla coppia formata da Jong-soo e Hae-mi, sua compagna di scuola risbucata dal nulla, e poi trasformato in un’inafferrabile triangolazione dalle suggestioni erotiche.… Read More Recensione: Burning – L’amore brucia

Recensione: Wildlife

Per il suo esordio alla regia, Paul Dano ha scelto di adattare, con la compagna Zoe Kazan, Incendi di Richard Ford. Nella forma di un tipico dramma indie, Wildlife è un classico coming of age del Midwest americano, collocato all’inizio degli anni Sessanta ma adattabile anche al contesto contemporaneo. Nel Montana rurale, tra foreste da usare nelle industrie del legname e case che nascondono tormenti repressi, Joe è chiamato a crescere in autonomia mentre assiste al disfacimento del matrimonio dei genitori.… Read More Recensione: Wildlife

Alla riscoperta di Lina Wertmüller | Ninfa plebea (1996)

Forse ci si aspettava da Lina un maggiore controllo dell’incandescente storia. Sullo sfondo della Seconda guerra mondiale, in un immaginario paese della provincia napoletana, seguiamo una ragazzina, segnata dalla voracità erotica della madre, nel suo terribile percorso di formazione sessuale fatto di abusi da parte di uomini più grandi. Il mito della purezza, l’incidenza della mentalità cattolica, la bestialità del popolo, il folklore strapaesano, la morte sempre tragicamente esposta…… Read More Alla riscoperta di Lina Wertmüller | Ninfa plebea (1996)

Recensione: La vita invisibile di Eurídice Gusmão

Tratto dal bestseller di Marta Bathala, La vita invisibile di Eurídice Gusmão è la quintessenza del mélo. Anzitutto per la costruzione geometrica della regia di Karim Aïnouz – Douglas Sirk benedice e approva, Pedro Almodóvar si compiace – che dispone i corpi delle due donne in modo tale da trasmettere da una parte l’incomunicabilità e il distacco dai congiunti (Eurídice) e dall’altra la solitudine attraverso il primo piano alternato all’orizzontalità della piccola comunità-famiglia che la protegge (Guida).… Read More Recensione: La vita invisibile di Eurídice Gusmão