Alla riscoperta di Lina Wertmüller | Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto (1974)

Mariangela Melato è l’ormai mitica “bottana industriale”, petulante e reazionaria signora milanese che sulla barca in mezzo al mare condanna la civiltà dei consumi e disprezza i marinai. Giancarlo Giannini è il marinaio col pugno chiuso, rappresentante di un meridione sfruttato e desideroso di vendetta. Quando, durante una gita in gommone, i due si perdono, i ruoli si ribaltano: il servo schiavizza la padrona, che, sottomessa, si innamora dell’uomo che la maltratta.… Read More Alla riscoperta di Lina Wertmüller | Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto (1974)

Alla riscoperta di Lina Wertmüller | Tutto a posto e niente in ordine (1974)

Incastonato nel poker di successi internazionali per cui è tuttora famosa la sua regista, Tutto a posto e niente in ordine sembra un po’ schiacciato nella rutilante filmografia di Lina Wertmüller in quel decennio di gloria. In realtà si tratta forse del suo film più schietto, che per quanto risponda al calcolo sgamato cerca di esplorare strade adatte allo sguardo dell’autrice e al contempo in linea con un certo sentire del cinema italiano di quegli anni.… Read More Alla riscoperta di Lina Wertmüller | Tutto a posto e niente in ordine (1974)

Alla riscoperta di Lina Wertmüller | Film d’amore e d’anarchia (1973)

In parallelo alla nuova onda di cinema antifascista sui martiri del regime (Il delitto Matteotti, La villeggiatura e prima ancora Giovinezza, giovinezza e Il giardino dei Finzi Contini), è in un certo senso anticamera di Pasqualino Settebellezze, in qualche modo una sorta di preambolo. Non tanto per il personaggio maschile, sempre interpretato da un Giancarlo Giannini all’apice dell’istrionismo (complice il trucco di Michele Trimarchi che lo rende biondastro e lentigginoso), quanto per l’idea di interpretare il Paese attraverso l’esperienza fascista.… Read More Alla riscoperta di Lina Wertmüller | Film d’amore e d’anarchia (1973)

Alla riscoperta di Lina Wertmüller | Il mio corpo per un poker (1968)

Molto più giusto il titolo internazionale: The Belle Starr Story, che sottolinea quella dimensione romanzesca e memorialistica che, ad un certo punto, decide di prendere questo anomalo western all’italiana, l’unico diretto da una donna. Chiamata a sostituire Piero Cristofani, Lina Wertmüller preferì, come i suoi colleghi maschi, nascondersi dietro due pseudonimi: Nathan Wich alla regia, George Brown (lo stesso usato per Rita la zanzara) per la sceneggiatura.… Read More Alla riscoperta di Lina Wertmüller | Il mio corpo per un poker (1968)

Alla riscoperta di Lina Wertmüller | Questa volta parliamo di uomini (1965)

Questa volta parliamo di uomini ha dalla sua la forza di uno sguardo unitario dovuto ad un’autrice ancora acerba ma che ha chiaro l’intento del suo progetto: raccontare le perversioni, i limiti, le ignoranze, le mancanze del maschio italiano nell’epoca del boom economico, con dei titoli di testa in cui vi sono immagini di narcisi uomini in posa. Lina ci arriva dopo il clamoroso successo televisivo de Il giornalino di Gian Burrasca, suo vero capolavoro.… Read More Alla riscoperta di Lina Wertmüller | Questa volta parliamo di uomini (1965)

Alla riscoperta di Lina Wertmüller | I basilischi (1963)

Film rapido, giovane e ruspante e comunque denso e profondo, I basilischi è quasi un unicum nella filmografia di Lina. Il titolo allude forse a un genere di rettili dell’America tropicale che, seguendo una variante del mito di Narciso, si credeva desse la morte con lo sguardo. Il riferimento zoologico-grottesco deve certamente la sua ispirazione a I vitelloni, di cui l’opera prima di Lina è una sorta di cover nell’aspra e brulla terra lucana.… Read More Alla riscoperta di Lina Wertmüller | I basilischi (1963)

Due o tre cose sull’Oscar a Lina Wertmüller

Ora, siamo tutti contenti per l’Oscar alla carriera a Lina Wertmüller, annunciato insieme agli omologhi riconoscimenti conferiti a David Lynch e all’attore nativo americano Wes Studi e, inoltre, al premio umanitario Jean Hersholt assegnato a Geena Davis. Siamo contenti per patriottismo, perché d’accordo nemo profeta in patria ma, insomma, nessuno in Italia ha mai davvero… Read More Due o tre cose sull’Oscar a Lina Wertmüller