Madame Bovary | Jean Renoir (1933)

Della sua versione della flaubertiana Madame Bovary, Jean Renoir disse che era noiosa. Il produttore scorciò le sue originali tre ore e dieci a minuti a poco più di un’ora e quaranta: un massacro. Probabilmente non vedremo mai l’originale; e non potremo mai constatare se veramente quell’edizione lunga era migliore di questa riduzione. L’handicap maggiore, infatti, sta proprio nella eccessiva rapidità della narrazione, frettolosa e troppo essenziale.

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Allo stesso tempo, l’essenzialità narrativa non si associa ad una sveltezza nella messinscena, piuttosto fredda ed asettica. Di matrice teatrale, ne conserva l’essenza del romanzo di Flaubert, ma al contempo è privo della silente potenza che trasmetteva l’autore su carta. Noioso? Anche sì, soprattutto lascia un po’ indifferenti. Che è il peggio per un film, specie se ambisce a raccontare una storia così ariosa e psicologica. Pur fedelissimo e scrupoloso al testo d’origine, Renoir sembra non intercettarne il cuore.

MADAME BOVARY (Francia, 1933) di Jean Renoir, con Valentine Tessier, Max Dearly, Pierre Renoir, Robert Le Vigan, Alice Tissot, Pierre Larquey. Drammatico. **

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