Il commissario | Luigi Comencini (1962)

Non è il più citato dei film di Sordi, lo sappiamo: magari un po’ schiacciato tra interpretazioni certo più “fortunate” ma anche nascosto, sfuggente, anomalo per un tono che lo pone accanto ad altre commedie di frontiera che confinano con il dramma (A cavallo della tigre) o il noir (L’assassino). Con un titolo che da una parte si inserisce nella galleria maschile di personaggi in grado di rappresentare un mondo specifico (la trafila “matrimoniale” dallo Scapolo al Marito, fino a Il vigile, Mafioso, Il diavolo…) e dall’altra praticamente estraneo all’orizzonte del suo genere di riferimento.… Read More Il commissario | Luigi Comencini (1962)

Recensione: Magari

Magari desidera anzitutto d’esser la commedia sentimentale che non può essere, per fiato corto e paradossale timidezza, schivo e tripartito coming of age che si rifugia nei soliti anni Ottanta – consumata età dell’oro della nostra nostalgia: finirà mai questa moda? – con un tono molto francese, rincorrendo madeleine sulle note del solito pop italiano (vezzo fatale del nostro cinema: qui ci sono, puntuali come una tassa da pagare alla memoria del cuore, Stella stai e Sarà perché ti amo, ma anche Prima di andare via di Riccardo Sinigallia, anche responsabile dello score).… Read More Recensione: Magari

L’autostrada del sole | Carlo Lizzani (1965)

Sulla carta, a rendere Thrilling diverso dalle altre antologie di episodi degli anni Sessanta è il tema che lega i tre sketch: l’umorismo nero. Più che nero, si tratta di un tentativo di contaminare lo spirito satirico della commedia all’italiana con l’argomento tabù della nostra società, specialmente nel frangente del miracolo economico: la morte. L’omogeneità tematica è garantita da Ruggero Maccari, Ettore Scola e Rodolfo Sonego, impegnati in tutti gli episodi: non una mera accozzaglia di storielle ma una miscellanea a suo modo coerente.… Read More L’autostrada del sole | Carlo Lizzani (1965)

Recensione: Favolacce

Come già dimostrato nel folgorante esordio La terra dell’abbastanza, i D’Innocenzo sono pionieri di una terra vergine, che – già era evidente nell’allestimento post-post-neorealista nonché post-post-moderno – è nitidamente quello spazio che qui appare tra il diorama da museo del crimine, il plastico da talk show, un libro pop up, il teatro di posa di un’inesauribile commedia umana.… Read More Recensione: Favolacce

Vacanze d’inverno | Camillo Mastrocinque (1959)

Oltre a intercettare un fenomeno di costume, quello delle lunghe vacanze di Natale dei ricchi nelle mete di villeggiatura (in questo caso Cortina d’Ampezzo, diventata a suo modo simbolo imperituro), è la controparte invernale del più nutrito gruppone di film balneari, produzioni spesso rocambolesche (Vacanze a Ischia pensato da Rizzoli per sfruttare la villa in loco) o bizzarrie commerciali (Costa Azzurra e Brevi amori a Palma di Majorca), risposta a quel Racconti d’estate che perlomeno aveva l’ispirazione da Moravia all’origine.… Read More Vacanze d’inverno | Camillo Mastrocinque (1959)

Recensione: Tornare

Sostiene Cristina Comencini d’aver composto con Tornare partitura per un “thriller dell’anima”, recuperando un’espressione in voga un decennio orsono e oggi pressoché irricevibile. Sia perché un thriller degno d’esser tale è sempre anatomia dell’anima sia perché ne è scorsa d’acqua sotto i ponti dacché bastava tirare in mezzo l’indecifrabile anima per conferire senso, motivo o motore alle storie.… Read More Recensione: Tornare

Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo | Mauro Bolognini (1956)

È un’Italia onesta e saggia quanto scaltra e bonacciona, quella raccontata dal Bolognini degli anni Cinquanta, più vicina alla commedia umana e umanista di Mario Monicelli e alle anime vivaci di Luciano Emmer che non alle esuberanze un po’ forzate di Gianni Franciolini. Un’Italia che vive ancora la dimensione del rione e del quartiere ma si apre alle possibilità topografiche ed esperienziali di una città in espansione e che riscopre piano piano il valore monumentale della Capitale.… Read More Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo | Mauro Bolognini (1956)