Recensione: Richard Jewell

Si chiama The Ballad of Richard Jewell, uno dei due testi all’origine dell’ultimo (per ora) film di Clint Eastwood, terzo capitolo di un’ideale trilogia (per ora) sugli imprevisti atti d’eroismo dei common men americani. Ed è proprio in quel ballad, un genere tipicamente americano nonché termine omesso dal titolo finale, che si trova il cuore battente di questo classico istantaneo, modulato sul tema musicale di Arturo Sandoval che incede solenne sui titoli di coda.… Read More Recensione: Richard Jewell

Recensione: Le ragazze di Wall Street – Business is business

Nella grande narrazione già decennale della crisi finanziaria, Le ragazze di Wall Street è un tassello tra i più intriganti. Non solo perché costituisce un esaltante incrocio tra l’ascesa criminale di una ragazza del ceto medio-basso travolta dall’estasi tossica dei soldi facili e l’affresco socio-culturale di un mondo raccontato con un palpabile senso della fine.… Read More Recensione: Le ragazze di Wall Street – Business is business

Stasera in tv: The Social Network di David Fincher su Rai4 alle 21:10

Originally posted on BY LORENZO CIOFANI:
THE SOCIAL NETWORK (U.S.A., 2010) di David Fincher, con Jesse Eisenberg, Andrew Garfield, Justin Timberlake, Armie Hammer, Max Minghella, Brenda Jones, Rooney Mara. Biografico drammatico. **** Si potrebbero dire tante cose su The Social Network, il film che presumibilmente farà incetta di Oscar il prossimo febbraio. Potremmo dilungarci molto sulla…

Recensione: The Irishman

Scorsese alza la posta e porta il cinema ai confini del possibile, (re)inventando, per questo film fortemente desiderato, un passato impossibile al fine di produrre qualcosa che ai nostri occhi sembra davvero impressionante. È innegabile che lo stupore maggiore di The Irishman sia la vertigine di vedere gli attori di quarant’anni fa in un film d’oggi, come se fosse un contemporaneo a Il padrino o Toro scatenato ma con i nervosismi, i furori, gli abissi dei mean streets ormai evoluti per le contingenze anagrafiche della vita vera.… Read More Recensione: The Irishman

Festa del Cinema di Roma 2019 | Recensione: Honey Boy

Senza reticenze né pudori, con una consapevole tensione liberatoria, Honey Boy è letteralmente il film della vita dell’antidivo maudit: un’autobiografia per immagini ma anche una rinascita. LaBeouf ha scritto la sceneggiatura proprio nell’ambito del programma terapeutico, lasciando la regia all’amica Alma Har’el. E si riesce, così, a trovare un’interessante e a tratti toccante mediazione romanzesca nel ripensare e rimettere in scena l’infanzia dell’autore-attore attraverso lo sguardo altro ma complice della regista.… Read More Festa del Cinema di Roma 2019 | Recensione: Honey Boy

Festa del Cinema di Roma 2019 | Recensione: The Aeronauts

Superproduzione da ottanta milioni, The Aeronauts è una piacevole avventura in alta quota che sfida la logica quasi avvicinandosi alle traiettorie narrative dei supereroi, non trasmettendo tuttavia mai davvero il senso dell’avventuroso e la paura che possa finire male. Dove non arrivano l’empatia e la razionalità ci sono però l’adesione al canone del feel good movie e una radicata fiducia nei confronti delle possibilità del grande schermo.… Read More Festa del Cinema di Roma 2019 | Recensione: The Aeronauts

Venezia 76 | Recensione: Wasp Network

Come un novello Costa-Gavras che unisce il piglio spettacolare da cinema civile con una forte attenzione alla denuncia politica, Assayas guarda all’estetica dei film degli anni narrati. Probabilmente pensato per una platea internazionale senza stare assecondare i fremiti degli ammiratori certo sinceri ma forse un po’ pigri, qua e là rallenta il ritmo necessario a un thriller storico a cui manca il vigore della spy story e riesce solo di rado ad appassionare davvero al suo svolgimento.… Read More Venezia 76 | Recensione: Wasp Network

Venezia 76 | Recensione: Seberg

Seberg usa l’emblematica vicenda dell’attrice per definire l’orizzonte politico e sociale dell’America tra i Sessanta e i Settanta: la stagione del Vietnam e di Nixon, dominata dalla cultura del sospetto. La dimensione paranoica, infatti, rappresenta l’intuizione più felice di un film che cerca di rincorrere il passo teso del thriller, riuscendo a essere piuttosto intrigante quando cavalca le ossessioni della protagonista.… Read More Venezia 76 | Recensione: Seberg

Alla riscoperta di Lina Wertmüller | Il mio corpo per un poker (1968)

Molto più giusto il titolo internazionale: The Belle Starr Story, che sottolinea quella dimensione romanzesca e memorialistica che, ad un certo punto, decide di prendere questo anomalo western all’italiana, l’unico diretto da una donna. Chiamata a sostituire Piero Cristofani, Lina Wertmüller preferì, come i suoi colleghi maschi, nascondersi dietro due pseudonimi: Nathan Wich alla regia, George Brown (lo stesso usato per Rita la zanzara) per la sceneggiatura.… Read More Alla riscoperta di Lina Wertmüller | Il mio corpo per un poker (1968)

Sacco e Vanzetti | Giuliano Montaldo (1971)

Il successo del film – complice anche la memorabile Here’s To You di Joan Baez ed Ennio Morricone – fu coronato quando, nel 1977, il governatore del Massachusetts, Michael Dukakis, riabilitò i due martiri. A Montaldo, eretico esploratore della memoria, si deve dunque il riscatto della memoria dall’oblio, permettendo alla cronaca di una morte dimenticata la possibilità di farsi storia attraverso una regia dove tutto è teso a rendere omaggio al sacrificio.… Read More Sacco e Vanzetti | Giuliano Montaldo (1971)

La banda Casaroli | Florestano Vancini (1962)

Un’altra lettura del passato recente, della violenza urbana di un rigurgito fascista perpetrata da un gruppo di giovani nostalgici impegnati in eclatanti rapine e delitti gratuiti. Oltre ad apparire ancora di una sconcertante modernità estetica, questa catabasi nebbiosa in una Bologna fredda come mai evoca con rara nettezza lo smarrimento del dopoguerra dei vinti, degli espatriati, dei revanscisti.… Read More La banda Casaroli | Florestano Vancini (1962)

Recensione: Copia originale

Si rivela sin dal titolo originale un trattato sulla manipolazione, sull’affabulazione, sulla dissimulazione ai limiti del camaleontismo: Can You Ever Forgive Me? era la chiusa delle lettere di Dorothy Parker. È il sintomo di un talento mimetico e non riconnciliato, capace di intercettare lo spirito nascosto degli scrittori che interpreta, quasi tutti sarcastici e brillanti, da Fanny Brice a Noel Coward.… Read More Recensione: Copia originale

Road to Oscar – 6/ Due vite, una svolta | Herbert Ross (1978)

Due vite, una svolta si chiama in originale The Turning Point: è un titolo molto più affascinante che nella traduzione letterale (diciamo “il momento della svolta”) perde molto della sua forza evocativa. È un complesso melodramma intimo dall’afflato operistico e con improvvisi lampi da commedia, fondato su una lunga e problematica amicizia femminile fatta di rivalità, invidia, gelosia, solidarietà.… Read More Road to Oscar – 6/ Due vite, una svolta | Herbert Ross (1978)

Recensione: Bohemian Rhapsody

Come accade sempre più spesso, il biopic si sta confermando il territorio più importante dove ripensare cosucce come la mitografia, l’iconografia, la religione laica del fandom… Quello che si sta rivelando un grosso (imprevedibile? almeno in questi termini, forse) successo commerciale, è quanto di più classico e perfino anacronistico abbia compiuto il genere negli ultimi anni.… Read More Recensione: Bohemian Rhapsody