Marianna Ucrìa è il personaggio più vivido uscito dalla penna di Dacia Maraini, la più importante narratrice degli ultimi anni. Il romanzo, uscito alla fine degli anni ottanta, si colloca perfettamente nella tradizione dei classici italiani, quei libri senza tempo che hanno sempre qualcosa di nuovo da dire.
Questo adattamento cinematografico del romanzo della Maraini è uno dei migliori lavori del discontinuo e talora velleitario Roberto Faenza. Servendosi di due elementi fondamentali (una fulgida confezione e una sceneggiatura fedele, lineare e limpida), Faenza lavora di rimessa mettendo in scena lo sfarzo contraddittorio della Sicilia settecentesca sia nei luoghi che nei personaggi.
Illuminato dalle splendide luci di Tonino Delli Colli ed arredato e vestito dal raffinato Danilo Donati, pur rischiando qua e là di essere sostanzialmente un film illustrativo in cui sembra addirittura essere la storia funzionale all’ambiente, Marianna Ucrìa ha il pregio del cinema della storia, costruendo un ritratto biografico immaginario che sa essere non di rado appassionante.
Un romanzo per immagini, un cinema consapevolmente letterario, di cui si può denunciare un certo decorativismo, ma che sa essere quel che si propone. Qualche scena da segnalare per splendore visivo: tra queste, il coro di voci mefistofeliche ed inquietanti nella cappella dei morti imbalsamati (vizio tipico della necrofila Sicilia) e la morte del marito zio.
E proprio nel coro dei non protagonisti – in cui più di una menzione meritano la solita nostra signora dell’ambiguità Laura Betti e il consueto gigionismo professionale di Philippe Noiret – c’è da sottolineare la grande prova del maestoso Roberto Herlitzka, chiave di tutto il film col suo personaggio di anziano zio, squallido marito innamorato della giovanissima protagonista.
MARIANNA UCRÌA (Italia, 1997) di Roberto Faenza, con Emmanuelle Laborit., Bernard Giraudeau, Roberto Herlitzka, Philippe Noiret, Eva Grieco, Laura Morante, Laura Betti, Pamela Saino, Lorenzo Crespi, Leopoldo Trieste, Selvaggia Quattrini. Drammatico. ***