Dentro una Torino di giorno fredda e un po’ anonima, che di notte viene avvolta dalla magia del cinema, dell’amore, della passione silenziosa e rispettosa, la voce straniante di Silvio Orlando ci presenta un protagonista apparentemente debosciato: è Martino, custode notturno del Museo del Cinema, che trascorre il suo turno rivedendo i vecchi film conservati nei locali della Mole.
La sua tranquilla routine è sconvolta dall’incontro con Amanda, una ragazza estroversa che lavora in un fast food, fidanzata con un tipo infedele e poco raccomandabile, l’Angelo. Decisa a liberarsene, si rifugia nella Mole chiedendo protezione s Martino. Scaramucce amorose assai caste e pudiche culminano in un finale tragicamente necessario, dove l’immagine di un uomo dai denti bianchi e brillanti annuncia un mondo in cui con la cultura non si mangia.

Atto d’amore nei confronti della cultura del cinema, così bistrattata dalla politica governativa, Dopo mezzanotte è un simpatico apologo indipendente e lunare a cui si perdona l’esplicita posizione finale. Sottraendo al posto di aggiungere, preferendo i silenzi della notte al baccano del giorno, Davide Ferrario ha lo sguardo tenero come una carezza che ti sfiora il viso, delicato come un bacio appena accennato, incantato come una comica di Buster Keaton. Citazionista con giudizio, garbato e leggero.
DOPO MEZZANOTTE (Italia, 2004) di Davide Ferrario, con Giorgio Pasotti, Francesca Inaudi, Fabio Troiano, Francesca Picozza. Commedia. ***