Tracy Flick è una studentessa antipatica ed impegnata in mille attività che decide di scalare il potere studentesco candidandosi alla poltrona di Presidente del Consiglio. Il professor McAllister cerca di impedire il coronamento del suo sogno, ma ha troppi problemi personali per riuscire perfettamente nel suo intento. Finirà male. O bene. Dipende dai punti di vista.
Spietato, cinico, acido dunque divertentissimo, Election è un sorprendente apologo sulla democrazia nella società americana e sul feroce furore che investe l’uomo nella realizzazione dei propri progetti. Prodotto da MTV, indirizzato ad un pubblico non solo giovanile, è un film spudoratamente politico che parla della scuola per trattare sul mondo, per far capire come è dalla scuola che si formano i mostri all’apparenza normali, tipo Tracy Flick. Liberal e pessimista, fa vincere i cattivi per dimostrare il teorema.

Personaggio figlio del suo tempo, Tracy Flick è un modello che sta involontariamente creando una generazione di politicanti senza scrupoli. La interpreta con empietà e perfetto nervosismo una Reese Witherspoon straordinaria, contraltare negativo dell’elemento positivo (buono? giusto? ma fino a che punto? siamo sicuri?), ossia Jim McAllister, a cui dà vita uno strepitoso Matthew Broderick. L’acre epilogo forse se la piglia un po’ troppo per le lunghe, ma che film! E con un finale da non perdere.
ELECTION (U.S.A., 1999) di Alexander Payne, con Matthew Broderick, Reese Witherspoon, Chris Klein, Jessica Campbell, Phil Reeves, Molly Hagan, Mark Harelik. Commedia. ****