Recensione: The Specials

THE SPECIALS (HORS NORMES, Francia 2019) di Olivier Nakache, Eric Toledano, con Vincent Cassel, Reda Kateb, Bryan Mialoundama, Hélène Vincent, Alban Ivanov, Benjamin Lesieur, Marco Locatelli, Catherine Mouchet, Frédéric Pierrot, Suliane Brahim. Commedia drammatica. *** ½

Sono due i momenti chiave per capire l’importanza – e l’adesione a un reale che il cinema spesso trasfigura nel pietico, la capacità di ripensarlo all’altezza del sorriso, l’originalità come opportunità e non posa – di The Specials, nuova sortita della premiata coppia Olivier Nakache e Eric Toledano, che dopo Quasi amici C’est la vie si confermano autori capaci di raccontare le disfunzioni della società francese con i potentissimi strumenti della commedia.

Sono due “interrogatori” che gli ispettori – impegnati nell’inchiesta su un’associazione dedita all’assistenza terapeutica di giovanissimi in difficoltà ma priva delle autorizzazioni necessarie – fanno alla madre di un ragazzo autistico e a una dottoressa ben felice di collaborare con persone senza permessi ma pieni di cuore. La sintesi, per entrambi, è semplice: lo sappiamo che non sono in regola, ma quelle che chiedete di rispettare sono regale giuste?

All’origine del film c’è una storia vera, esemplare perché simile a mille altre: l’associazione di Bruno (Vincent Cassel, rivitalizzato da un ruolo che vale un posto nel cuore degli spettatori, si dona completamente al personaggio, di sottrazione) non fa selezioni all’ingresso e accoglie tutti i ragazzi bisognosi di attenzioni e terapie, compresi quelli con le situazioni più complicate e pesanti che le strutture ufficiali rifiutano di trattare.

Critique de Hors normes – Zickma

Collabora con Malik (Reda Ketab, una faccia che è la carta geografica di una produzione nazionale: in lui ci sono l’integrazione e il colonialismo, il polar e la commedia, la banlieu e l’eleganza), che si occupa di recuperare e reinserire gli adolescenti che non sanno immaginare un futuro. Sanno di non essere in regola, ma sanno quali sono le regole: se non ci fossero associazioni del genere, queste persone sarebbero dimenticate, imbottite di farmaci, ridotte a entità inoffensive, annullate.

Perciò quei due momenti sono fondamentali: la mamma e il medico, le due parti coinvolte, sono consapevoli che solo andando fuori dagli schemi (come recita il sottotitolo italiano) si può fare qualcosa. Gli americani lo chiamerebbero un “feel good movie”: l’empatia non rincorre la retorica, l’affetto verso i personaggi non rasenta l’ammiccamento, la commozione è dietro l’angolo. The Specials è un inno alla vita ma anche all’impegno: bello che sia una commedia a restituirci una questione così scomoda (attenzione alle didascalie finali).

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