Il cielo sopra Berlino | Wim Wenders (1987)

Dopo la trasferta americana dei primi anni ottanta, Wim Wenders tornò in patria, quasi alla ricerca del tempo perduto o almeno dell’infanzia nascosta. C’è subito da dire che Il cielo sopra Berlino nasce in un momento della vita professionale del regista molto particolare: Fino alla fine del mondo, il film che progettava dal 1984, non riusciva ad andare in porto (fu realizzato solo sei anni dopo) e Wenders aveva il bisogno di girare una pellicola veloce che potesse tenerlo occupato in quel periodo di transizione.

Immagine correlata

Ne nacque quindi un lavoro spontaneo, generato dall’impulso di fotografare una realtà immaginaria, scritto con l’aiuto di Peter Handke. Due angeli (gli eccelsi Bruno Ganz e Otto Sander) scendono dal cielo a Berlino e osservano il comportamento degli esseri umani, non potendo fare niente per aiutarli. Gente inquieta, tormentata, che vive ancora in una città divisa dal muro, presenza imponente ed angosciante.

Quando uno dei due s’innamora di una trapezista francese (Solveig Dommartin: che primi piani!), decide di abbandonare lo stato di angelo, e dunque rinunciare all’immortalità, per divenire uomo, mortale. E non è stato l’unico ad esprimere questo desiderio, altri prima di lui l’hanno manifestato…

Nonostante la prolissità di molti passaggi, la faticosa comprensione di alcuni dialoghi, una certa pretenziosità talora dimostrata, è un’affascinate elegia malinconica, una favola moderna che trasmette molti messaggi indirettamente potenti (mai rinunciare all’amore, rispettare il prossimo, credere nella vita, rifiutare l’egoismo…). Berlino è il suo ideale teatro, un luogo perennemente inquieto nella sua amara condizione d’essere.

Risultati immagini per der himmel über berlin

Non mancano scompensi, che ormai fanno parte della cultura cinematografia di Wenders e sono proprio quelli a rendere il film non sempre fluido, straniante, disorientante. Rimane una delle opere più emblematiche e significative degli anni ottanta, con molte belle immagini (il simbolismo della biblioteca, del muro, della corazza), un intelligente uso del bianco/nero (quando in scena vi sono gli angeli) e del colore (quando il protagonista della scena è un umano) e un sottofondo musicale che prende parte in prima persona all’azione. Premiato per la miglior regia al quarantesimo Festival di Cannes, è forse il film di Wenders che più è rimasto impresso nella memoria collettiva insieme a Nel corso del tempo e a Paris, Texas, complice l’evocativo titolo. E ci piace pensare anche per la presenza straniante di Peter Falk.

IL CIELO SOPRA BERLINO (DER HIMMEL ÜBER BERLINO, Germania Ovest-Francia, 1987) di Wim Wenders, con Bruno Ganz, Solveig Dommartin, Otto Sander, Curt Bois, Peter Falk. Fantastico drammatico. ***

Un pensiero riguardo “Il cielo sopra Berlino | Wim Wenders (1987)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...