Bix | Pupi Avati (1991)

Jazz, prima passione di Avati, e inevitabilmente in molti suoi lavori si può trovare una vena jazzistica. Qui il genere musicale più cinematografico possibile è addirittura il tema base del film, così come lo era in Round midnight o nel contemporaneo Bird. Essenzialmente, Bix è la biografia romanzata del più grande jazzista bianco della storia, ed automaticamente una storia di ascesa e declino, di rovinose dipendenze e fragilità congenite.

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Fondando l’intera struttura su un’ipotesi formulata da Joe Venuti, amico del protagonista, il film stenta a trovare una sua identità e una sua cifra caratteristica. Dalla sua ha due fattori quali la passione (che emerge in ogni angolo della scena) travolgente – il jazz è musica totale e totalizzante – e l’indubbio interesse nei confronti di una storia che ben si conforma al mezzo cinematografico.

Però Pupi zoppica, si lascia travolgere dagli odori dell’America degli anni venti e dalla parabola umana di quest’uomo geniale e in disfacimento, e non azzecca sempre il tono giusto. Qua e là qualcosa di struggente c’è, ma non basta.

BIX (Italia, 1991) di Pupi Avati, con Bryant Weeks, Julia Ewing, Barbara Wilder, Mark Collver, Ray Eldstein, Sally Groth, Emilie Levisetti. Biografico drammatico. **

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