Il Cinema Ritrovato 2019 – day by day / giorno 1

Edizione numero trentatré per Il Cinema Ritrovato, il festival che, senza tema di smentita, è il paradiso di tutti i cinefili del mondo. Organizzato dalla Cineteca di Bologna, è iniziato con la proiezione gratuita di Drive in Piazza Maggiore alla presenza del suo regista, Nicholas Winding Refn, arrivato in città per presentare alcuni dei restauri da lui curati con la sua società. Non solo restauri: Il Cinema Ritrovato è il luogo delle riscoperte, delle rivalutazioni, delle ricognizioni sul cinema del passato, dimenticato nascosto rimosso segreto occulto, senza tralasciare i grandi classici da riproporre a spettatori disponibili all’educazione allo stupore. Qui cercherò di fare un day by day fino all’ultima giornata. Iniziamo così.

 

Sabato 22 giugno

  • Ore 11:00. Nella grande sala dell’Arlecchino, prende il via la retrospettiva dedicata a Jean Gabin, icona del cinema francese dalla filmografia tanto ricca di evergreen quanto di perle da riscoprire. Il bandito della Casbah fa parte del primo gruppo: classico degli anni Trenta che ha goduto anche della parodia di Totò, racconta la svolta nella vita criminale di Pépé le Mokò, delinquente che domina la zona alta di Algeri mentre una polizia meno decorosa della sua comunque rispettabile benché discutibile rettitudine morale. Un po’ datato, certo, ma fa sempre la sua porca figura, specie nella parte finale.

 

  • Ore 14:15. Prima chicca: un mediometraggio documentario di Manoel de Oliveira. Già cinquantenne, colse al volo l’occasione di una commissione data dagli industriali del grano perché bramoso di girare un film. Ne venne fuori O pao (Il pane), un pezzo singolarissimo che ricorda l’etnografia di Vittorio De Seta, in cui il regista segue il percorso del grano fino alla sua trasformazione in pane, intrecciando frammenti di quotidiano miserrimo o popolare con scene dentro i laboratori e sui posti di lavoro.

 

  • Ore 15:45. Con Aida, primo restauro della Cineteca presentato oggi, ci addentriamo nell’antico genere del film-opera, oggi tornato in auge nelle uscite-evento. Cinema popolare ai massimi livelli: un film pazzo e squinternato, assolutamente incredibile (in maniera letterale) e pensato per il consumo di un pubblico desideroso di impressionarsi per la cura scenografica, i grandi sentimenti, la bellezza degli interpreti, le voci dei cantanti prestate per l’occasione. E naturalmente le musiche di Verdi. C’è Sophia Loren nel suo tirocinio divistico: tutta tinta di marrone fa un po’ ridere ma la stoffa si vede.

 

  • Ore 18:15. Ogni anno il CR dedica una retrospettiva a un regista italiano. Negli anni passati è toccato, tra gli altri, a Vittorio De Sica, Renato Castellani, Riccardo Freda, Augusto Genina, Luciano Emmer, Mario Soldati. Quest’anno il curatore Emiliano Morreale ha scelto Eduardo De Filippo: ed è curioso, perché di quello che è tra i massimi drammaturghi del Novecento non si cita quasi mai l’esperienza dietro la macchina da presa, fatta per motivi alimentari ma non per questo meno interessante. Il ciclo è aperto da Napoletani a Milano, probabilmente il capolavoro cinematografico di Eduardo. Ne parlo bene qui.

 

  • Ore 22:00. Dopo una giornata segnata da un devastante nubifragio, miracolo a Bologna: la pioggia finisce e possiamo goderci in Piazza Maggiore il nuovo restauro del meraviglioso Miracolo a Milano di Vittorio De Sica. Come sempre c’è sua figlia Emi ad accompagnare la proiezione, fedele custode della memoria artistica del maestro. Certo, il film è stupendo e cerco di dirlo qui, ma che emozione indescrivibile il brevissimo Super8 donato da Emi alla Cineteca: un ritrattino di famiglia a Cannes, con lei giovanissima tra babbo Vittorio e mamma Giuditta Rissone. Non accade niente, ma accade di tutto. Bellissimo.

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