MAMMA MIA! (U.S.A.-G.B.-Germania, 2008) di Phyllida Lloyd, con Meryl Streep, Amanda Seyfried, Pierce Brosnan, Colin Firth, Stellan Skarsgard, Julie Walters, Christine Baranski, Dominic Cooper. Musical commedia. ***
Oppure: se ti piace il genere… Non sarà un capolavoro (e non lo è perché non c’erano le basi), ma la versione cinematografica di Mamma Mia! è una delizia. Chiara, nitida, cristallina, pura. Infonde immenso buonumore (nonché estrema serenità: detto niente) perché si propone come inno alla vita senza pensieri (Hakuna Matata in Grecia); rinnova un genere che andava sostanzialmente reinventato (anche se nasce in teatro e da un repertorio preesistente); può contare su una colonna sonora evocativa, suggestiva e scatenata (piaccia o no, la musica degli ABBA è un’iniezione di allegria contagiante); una scenografia superba; un grande cast.
E così tra un Mamma Mia! ballato sulle terrazze assieme a cori sfuggenti per riflettere sul dà farsi con i tre ex amanti e un Dancing Queen cantato con le amiche più care per trovare una soluzione a tutti i problemi, ecco che il film scorre via leggero, mai banale, strepitosamente kitch, orgogliosamente pop, colorato come un caramello rubato alla bancarella della festa del paese, elegantemente scanzonato.

È un film realizzato per divertire il pubblico da ottimi professionisti che innanzitutto si divertono. La fantastica Meryl Streep, spudorata e magnifica, avrà accettato solo per cantare libera e vestirsi in modo a dir poco improbabile nel memorabile finale ballato e cantato sulle note dell’immortale Waterloo. E oltre alla divina (finalmente atterrata nella sua terra d’elezione, ossia l’Olimpo degli dei), figlia dei fiori e del vento, è oltremodo spassoso vedere l’inadeguato Pierce Brosnan alle prese con costumi e lustrini. Insomma, è la rivincita della gente assurda che ha il Carnevale dentro. Non delude mai, tutto fila liscio come l’olio, ed è un bene che in un panorama spesso triste ci siano film positivi come questo. (D’accordo sul sostanziale plagio di Buonasera, signora Campbell, ma chi se ne frega, dai!)
[…] giustificare il sequel di Mammia Mia! se non nei termini di un’operazione commerciale dichiaratamente furba e acchiappasoldi, […]
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