Il pezzo mancante | Recensione

IL PEZZO MANCANTE (Italia, 2010) di Giovanni Piperno. Documentario. ** ½

Potrebbe essere una riflessione sull’incompiuto capitalismo italiano e invece Il pezzo mancante è un grande romanzo familiare, e più nello specifico della famiglia reale italiana, quegli Agnelli il cui tenue cognome maschera il necessario cinismo dei capitani d’industria.

Sinonimo di capitalismo all’italiana, gli Agnelli trovano qui la propria ideale dimensione narrativa nei termini dell’intento documentaristico, a partire da quegli inserti d’animazione un po’ retrò che sottolineano la scaltra agilità di personaggi che potrebbero star bene tanto in una commedia all’italiana (l’avvocato Gianni, bon vivant, simbolo di se stesso), in una soap opera (tutte le donne della stirpe), in una tragedia (l’erede designato Giovannino, l’erede ripudiato Edoardo).

Proprio il ritratto dell’erede sostanzialmente ripudiato è la chiave per entrare nel mondo algido di questa dynasty piemontese dominata dall’incomunicabilità e dall’anaffettività. Forse fin troppo “dalla parte di Edoardo” (sulla cui morte però non si indaga più di tanto), il film propone uno strepitoso quadro dell’aristocrazia borghese nostrana attraverso le testimonianze degli amici del primogenito di Gianni, tutti con almeno un doppio cognome e un nome improbabile (su tutti il malinconico capellone bohémien chic Gelesio), che, al di là degli scontati interrogativi che suscita questo gruppo spesso goffamente anacrostico (come e di cosa campano? si può vivere di tanto passato in un’età tutto sommato relativamente giovane), pone fortemente la tesi di fondo: il pezzo mancante è l’inghippo all’interno della catena di montaggio del familismo capitalista.

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Il pezzo mancante è la generazione di Edoardo e dei suoi amici che ha scelto di emanciparsi dalla “colpa della ricchezza” esprimendosi nell’arte, nella spiritualità e nella ricerca, e nel caso del rampollo è mancante in maniera quasi eclatante per l’assenza di un dialogo col patriarca.

Con questa visione lucida quanto intimista della questione, Giovanni Piperno offre una serie di punti stimolanti al netto di qualche scompenso narrativo qua e là (le testimonianze agiografiche degli amici dell’avvocato poco ordinate), lascia alcune zampate niente male (il superbo ritrattino di Susanna Agnelli; l’inquietante basso rilievo con la famiglia) e mette in luce l’altro “pezzo mancante” della stirpe: Giorgio Agnelli, il fratello meno organico dell’avvocato, morto in una clinica psichiatrica e rimosso dalla memoria familiare. In realtà, Il pezzo mancante è un film abitato dall’angoscia ineluttabile della morte.

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