Benché lo meritasse da almeno trent’anni, nessuno si era mai degnato di assegnare un Oscar a Martin Scorsese. Taxi Driver, Quei bravi ragazzi, Toro Scatenato, L’età dell’innocenza, Casinò: se non a lui, a chi? Disperato più per una questione di principio che per la gratifica in sé, Scorsese accettò il progetto dell’amico DiCaprio, anche lui voglioso di statuetta: la spericolata vita di Howard Hughes sembrava rispondere ai canoni e ai gusti dell’Academy. E invece vinse Clint Eastwood con il rigore di Million Dollar Baby.
Insomma, The Aviator non nasce da qualche esigenza particolare, ma solo dal bisogno impellente di veder consacrato il talento di regista ed attore. Nonostante sia formalmente un gran film. Rutilante, certo, con una calibrazione cromatica, una scelta formalistica, un impianto drammaturgico fin troppo perfetti. Raffinatissimo, che si prende il rischio di poter essere un fumettone o una pacchianata per come rappresenta senza interpretare. C’è il fumo dei ruggenti anni trenta, c’è la golden age hollywoodiana, c’è l’aria giusta: troppo giusta.
Non c’è divertimento in The Aviator, ma solo due certezze: che il film è oggettivamente bellissimo (merito anche delle scene di Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, loro sì premiati con l’Oscar dopo svariati tentativi andati a vuoto) e che è scontato, risaputo, superfluo. Districato attraverso varie epoche, può piacere – anzi: piacerà – a chi ha amato i reperti sempreverdi della vecchia Hollywood – anche perché il film di Scorsese porta in dote l’aurea insolita del classico post-moderno – e non piacerà a chi cerca l’indagine psicologica accurata e non superficiale – troppe pecche in sede di sceneggiatura.
Un film omaggio, autoreferenziale e adorabile, in cui sfilano figurine antiche e affascinanti (specie la Katherine Hepburn della splendida Cate Blanchett, ma anche il senatore Brewster di Alan Alda, mentre Jude Law gigioneggia come Errol Flynn e Gwen Stefani rappresenta senza immedesimarsi in Jean Harlow), dominato dalla prestazione encomiabile di un Leonardo DiCaprio appassionato e viscerale. Una vintage colonna sonora suggerisce molta nostalgia. Zero pathos.
THE AVIATOR (U.S.A., 2004) di Martin Scorsese, con Leonardo DiCaprio, Cate Blanchett, Gwen Stefani, Kate Beckinsale, John C. Reilly, Alec Baldwin, Alan Alda, Ian Holm, Danny Huston, Jude Law, Willem Dafoe, Edward Herrmann. Biografico drammatico. ** ½