Il Cinema Ritrovato 2019 – day by day / giorno 5

Mercoledì 26 giugno

 

  • Ore 9:00. La retrospettiva dedicata al maestro hollywoodiano Henry King raggiunge quello che forse è il suo vertice. Liberamente ispirato a fatti reali, L’incendio di Chicago è un grande melodramma familiare che, dopo aver montato per tre quarti una palpabile tensione nelle dinamiche tra due fratelli che si vogliono molto bene ma sono fatalmente diversi (Tyrone Power è cinico, ambizioso, famelico businessman; Don Amche è progressista, rigoroso, onesto avvocato e poi sindaco), diventa un incredibile disaster movie ante litteram con sequenze ancor oggi coinvolgenti ed emozionanti. Nel ruolo della madre risoluta, Alice Brady si guadagnò un Oscar, così come l’aiuto regista (categoria all’epoca competitiva). E King? Niente, as usual. E invece proprio qui dimostra tutta la sua grandezza.

 

  • Ore 11:15. Il ciclo in gloria di Youssef Chahine prosegue con uno dei titoli più problematici della sua filmografia: An-Nil Fi Al-Hayat (titolo alternativo: Al-Nas Va Al-Nil) viene qui presentato come Gente del Nilo ma in realtà denominato in altri modi, tant’è che sui titoli di testa leggiamo C’era una volta sul Nilo. Coproduzione sovietico-egiziana nata per suggellare i rapporti commerciali tra le due nazioni, su tutti l’edificazione della diga di Assuan, è un film che intreccia più piani temporali, saltando di piano in piano, nella costruzione di una storia-mosaico dove collimano le nostalgie romantiche degli ingegneri russi, i tormenti degli operai egiziani consapevoli di essere alla fine di un’epoca, la febbre capitalista e la perplessità di fronte al socialismo reale.

 

  • Ore 16:15. Nell’ambito della piccola retrospettiva sul dimenticato regista americano Felix E. Feist, scopro il suo Gli uomini non perdonano, splendido noir il cui titolo originale, Tomorrow Is Another Day è ben più suggestivo. In apparenza, un classico meccanismo in cui un uomo tormentato dal senso di colpa si ritrova in un gioco più grande di lui e teme di essere ancora in trappola. In profondità, uno di quei film nati per ragioni commerciali e che finisce oggi per rappresentare uno standard, una straordinaria perché in un certo senso involontaria variazione sul tema piena di elementi indovinatissimi (il camion con le auto, i capelli biondi tinti di nero, il bambino che scopre la foto segnaletica).

 

  • Ore 18:00. Con Marito e moglie si chiude in un certo senso la retrospettiva dedicata a Eduardo De Filippo. Seguiranno nel programma Il cilindro, versione televisiva di un suo testo teatrale, e Il cappello a tre punte di Mario Camerini, dov’è solo attore. Abbinato all’episodio Avarizia ed ira da lui stesso diretto e interpretato per il collettivo I sette peccati capitali, questo dittico di due atti unici è il suo vero, nascosto, immenso capolavoro. Ne ho scritto qui.

 

  • Ore 21:45. In Piazza Maggiore si aprono i festeggiamenti per i cento anni di Federico Fellini, nato nel gennaio del 1920. E l’inaugurazione tocca al suo capolavoro più incredibile, sommerso, ostico: Roma, un catalogo di ricordi reinventati, un elenco di suggestioni, la forma del disordine. Ne parlerò meglio in futuro.

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